Doppio arresto dei carabinieri di Lucera. Il primo nei confronti di Hamid Abkari, marocchino, classe ’76, per il reato di furto aggravato di pannelli fotovoltaici. Una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile di Lucera è stata inviata dalla locale centrale operativa presso un campo fotovoltaico, sito in località Conocchiola del Comune di Lucera poiché era stato segnalato un furto in atto. Giunti sul posto i militari operanti, unitamente al proprietario del fondo, hanno bloccato nelle immediate vicinanze Hamid Abkari che, poco prima, era stato sorpreso all’interno del campo intento a rubare i pannelli fotovoltaici, dandosi poi alla fuga. La refurtiva di un valore approssimativo di circa trentamila euro, è stata rinvenuta in un furgone parcheggiato nelle vicinanze e restituita al proprietario.
Nelle ultime ore, i carabinieri hanno beccato anche Salvatore Russo, lucerino, classe ’63 per il furto di beni destinati a pubblico servizio. Nello specifico, una pattuglia di Biccari, nel transitare sulla SS 17 ha notato una Citroen Berlingo in sosta sul senso di marcia opposto, di proprietà dell’uomo. Russo si trovava in prossimità del cofano posteriore del veicolo ma alla vista dei carabinieri lo ha chiuso repentinamente per salire a bordo del mezzo e riprendere la marcia in direzione opposta a quella della pattuglia. Immediatamente i militari si sono posti al suo inseguimento intimandogli l’alt e, dopo pochi metri, l’uomo ha arrestato la marcia. A quel punto i carabinieri hanno notato che all’interno del mezzo vi erano numerose porzioni di ferro zincato riconducibili alla parte orizzontale di un traliccio di segnaletica stradale presente proprio nel punto dove era stato notato l’arrestato. Pertanto i militari hanno proceduto a un’immediata perquisizione del veicolo, rinvenendo un flessibile elettrico con disco per acciaio ed un generatore di energia elettrica portatile. Successivamente gli operanti hanno effettuato un accurato sopralluogo nel punto in cui Russo era stato notato, rilevando che in quella tratta stradale era presente un traliccio tranciato. Tale porzione di traliccio è stata quindi confrontata con i pezzi di ferro zincato in possesso dell’uomo e si è potuto rilevare che vi era una perfetta corrispondenza. L’uomo è finito in manette per il reato di furto aggravato di beni esposti alla pubblica fede e sottoposto agli arresti domiciliari.
