Tornano in libertà Stefano Virgili, un tempo vicino alla banda della Magliana, Franco Papa e Paolo Izzi. Ai tre, tutti romani, detenuti a Regina Coeli per l’operazione “Goldfinger” contro la “banda del caveau”, il giudice ha imposto l’obbligo di dimora nella Capitale e l’obbligo di firma in caserma. Tutti i giorni. Inoltre non potranno uscire di casa dalle 20 alle 7e30. Libero anche Corrado Folchino, 54enne foggiano, accusato di ricettazione. Per lui obbligo di dimora a Foggia e divieto di uscire di casa dalle 20e30 alle 7.
Revocato l’obbligo di dimora alla guardia giurata Domenico Di Sapio, 46enne foggiano accusato di concorso nel furto di 15 milioni al Banco di Napoli. Stesso discorso anche per Patrizia Di Biase, 53enne moglie di Olinto Bonalumi, “deus ex machina” del colpo. La donna, accusata di aver riciclato parte del denaro rubato, torna dunque in libertà ma con le stesse misure imposte a Di Sapio.


Carcere confermato per Olinto Bonalumi e Federico De Matteis, i due foggiani della banda e “pezzi da novanta” di tutta questa storia. Nel processo “Goldfinger” sono ben 20 gli imputati tra romani, foggiani, torinesi e marchigiani. Tutti accusati del furto record da 15 milioni di euro alla filiale del Banco di Napoli in piazza Puglia a Foggia (dove si stanno svolgendo le udienze). Sugli imputati pende anche l’accusa del tentato colpo alla gioielleria “Sarni Oro” della “Mongolfiera”, centro commerciale in viale degli Aviatori.
Ma perché i romani liberi e i foggiani ancora in cella? Secondo il giudice sarebbero insufficienti gli indizi riguardanti l’associazione per delinquere e il furto in banca. Virgili, Papa e Izzi sono infatti detenuti solo per il tentato furto alla gioielleria. Le esigenze cautelari sono attenuate anche per la lontananza dei tre soggetti dal luogo (Foggia) dove sono maturati gli eventi criminosi.
La pesante accusa di associazione per delinquere è tutta sul groppone di Bonalumi e De Matteis, noti anche per la “bella vita” intrapresa dopo aver ripulito quella filiale. Soprattutto il primo è gravato ancora da altri procedimenti sempre per furto. Ma anche il secondo deve restare in cella perché nonostante sia incensurato, è ritenuto poco incline ai domiciliari essendosi già reso latitante per 4 mesi.
