La Markas ha comunicato nei giorni scorsi all’amministrazione comunale di Troia la sospensione del servizio delle mensa scolastica a partire dal 7 gennaio. “A quanto pare tale atto estremo – dicono i 5 Stelle cittadini -, che potrebbe configurare l’interruzione di pubblico servizio e grave inadempienza contrattuale, sarebbe motivato dal numero degli utenti giornalieri del servizio pari a 550 (450 alunni di scuole Primarie, Materne ed Elementari più 100 utenti della mensa sociale) previsti dal Bando d’Appalto novennale scesi senza alcuna valida argomentazione e spiegazione a 315 con una diminuzione del 43%. Tale decremento giornaliero del numero dei pasti – aggiungono i pentastellati – avrebbe reso non più congruo l’appalto che prevedeva per il corrente anno scolastico la preparazione di 550 pasti giornalieri per 180 giorni, 20 giorni mensili per 9 mesi, pari a 99.000 pasti che moltiplicati per 5,19 euro a pasto avrebbero portato nelle casse della Markas 513.810 euro annui. Di fronte al ritardato inizio dell’erogazione del servizio dovuto a ricorsi delle ditte associate GAM-SCARDI, dei giorni di sospensione sindacale del servizio e di genitori che continuano a ritirare i loro figli, il numero dei pasti potrebbe scendere a circa 50.000 con. Entrate pari ad euro 259.500. Un numero quasi dimezzato degli utenti e dei pasti renderebbe non più sostenibile il numero esagerato di dipendenti previsto ed imposto da contratto unitamente alla realizzazione di un Punto Cottura per un importo di circa 350.000 euro, il cui progetto presentato dalla Markas è stato approvato il mese scorso, da scomputare con gli introiti da contratto della durata di nove anni pari a 4.624.290 euro, che potrebbero ridursi , alla luce dell’attuale decremento degli utenti a circa 2.335.500 euro”.Ieri – continuano dal M5S – i ragazzi hanno mangiato ed apprezzato, in barba alle tabelle dietetiche, pizze al pomodoro e pizze fritte confezionate dai nostri rinomati forni e banane di qualità della Boutique di Corso Umberto I. Oggi con Ordinanza Sindacale il servizio mensa è sospeso, dovrebbe riprendere lunedì con probabile affidamento alle ditte GAM e SCARDI con le stesse discutibili condizioni ritenute non più congrue dalla ditta Markas. Con le ditte GAM e SCARDI i rapporti non sono stati mai sereni durante l’iter dell’appalto e anche dopo. Il Responsabile del Procedimento fu costretto, suo malgrado, a chiedere l’intervento di tutte le forze armate, carabinieri e vigili urbani, per garantire agibilità democratica e un regolare prosieguo della gara di appalto. La Giunta si costituì con ben due legali (con parcelle di circa 20.000 euro) contro i ricorsi presentati dalle due ditte associate al TAR e al Consiglio di Stato. Va da sé che se si vogliono evitare contenziosi e sprechi di danaro pubblico, non è più rinviabile una più attenta e seria riflessione da parte dell’intero consiglio comunale sul numero non più attendibile dei pasti giornalieri, dei dipendenti e sul costo fuori mercato e buon senso del Punto Cottura e, dulcis in fundo, sull’incameramento della cauzione pari al 10% dell’appalto versata dalla Markas all’atto della stipula del Contratto pari a 462.429 euro.
Perchè la Markas ha alzato bandiera bianca
Questa l’analisi completa redatta dal Movimento 5 Stelle: Dal verbale n. 1 del 18/11/2014 del bando di gara con procedura aperta per la gestione del servizio ristorazione scolastica e mensa sociale, si rileva che molte ditte avrebbero tentato di trovare un punto cottura provvisorio in Agro di Troia o in Provincia. Solo quattro aziende riescono nell’impresa “ad ostacoli” e sono le seguenti: la E.P. s.p.a. di Roma con punto cottura provvisorio ad Apricena; la MARKAS di Bolzano con punto cottura a Troia; la CNS coop. di Bologna con punto cottura a Troia; la RTI GAM di Lucera e la SCARDI ristorazione di Roma con punto cottura a Lucera. La miglior proposta economica è senza alcun dubbio la E.P. s.p.a. romana classificandosi all’ultimo posto. La gara viene aggiudicata alla MARKAS che propone, per l’ampliamento e l’adeguamento del centro cottura comunale, un costo di € 350.000, con un aumento di € 120.000 rispetto al progetto redatto dai tecnici comunali per un importo di € 226.742,92. La suddetta ditta si é aggiudicata l’appalto delle mense con un ribasso dello 0,192307 % pari ad € 5,19 a pasto e fornirà, da contratto, 99.000 pasti all’anno al prezzo di € 5,40 (€ 5,19 + 4% IVA) . Se la matematica non è un’opinione, avremo un costo annuo in più rispetto alla media regionale di € 114.840 (99.000 pasti X € 1,16) , alla luce della sua durata novennale pagheremo in più € 1.033,560 (€ 114.840 X 9 anni) . Pur volendo detrarre la somma per la realizzazione del punto cottura, pari a circa € 350.000, avremo un costo in più alla fine della “fiera” di circa € 700.000 (esclusa revisione prezzi ISTAT) , insomma, circa dieci euro a cittadino residente.
Un costo in più che si poteva di gran lunga evitare se l’ufficio preposto avesse proceduto ad una indagine di mercato, come prescritto dal Codice dei Contratti D. Lgs 163/2006 o avesse letto la delibera Reg. n. 2632/2014. Perché tutto questo capita sempre a Troia ed agli incolpevoli locali? Forse, stavamo meglio quando stavamo peggio? Eppure le famiglie, dei ragazzini che frequentano le scuole materne ed elementari a tempo pieno, lamentano alcune evidenti criticità non sopportabili, rispetto al costo del pasto pari ad € 5,40, uno dei più alti a livello regionale, continuano ad incalzare con costruttive proposte ed utili suggerimenti l’Esecutivo troiano al fine di ottenere validi correttivi ed un sostanziale miglioramento del servizio e della qualità dei prodotti. Per non citare il personale neo assunto per la gestione della mensa scolastica con un contratto, di un’ora e mezza al giorno, per venti giorni mensili, hanno ricevuto, pur avendo lavorato quattro ore al giorno nell’ultima decade del mese di ottobre, niente poco di meno che 76 euro. Si potrà obiettare meglio di niente (!) , ma stiamo scivolando verso la china di salari che fino a poco tempo fa ritenevano da terzo mondo. Quando i lavoratori, alla scadenza dell’ora e mezza prevista da contratto, hanno incrociato le braccia creando disservizi, è scattato immediatamente il primo licenziamento di un coraggiosissimo lavoratore, non per assenteismo ma per presenteismo esagerato, il tutto in ossequio alla citazione cinese “colpisci uno per educarne cento” !?! L’Ente Comunale che chiese l’intervento di tutte le Forze Armate, presenti sul territorio locale, dimenticò (?) di far intervenire l’ispettore del lavoro per far ottenere ai lavoratori le loro giuste e sacrosante spettanze ed inoltre, ai sensi del TITOLO IX art. 53 del CAPITOLATO avrebbe dovuto applicare € 2.000 per ogni giorno di ritardo nel pagamento integrale delle competenze a tutti i dipendenti ed € 5.000 per ogni mancato rispetto delle norme igienico-sanitarie previste dalla legge in materia del presente capitolato.
Anche le mamme coraggiose dei circa 320 ragazzini delle scuole materne ed elementari, hanno fatto sentire forte e chiaro il loro dissenso, sulla superficiale e poco responsabile gestione dell’appalto, ed hanno suggerito tante costruttive proposte per migliorare, per lo meno, il servizio e la qualità dei prodotti alimentari non di prima scelta. Un intervento estremamente positivo ed innovativo in una Città dove regna sovrana l’omertà, la paura dei politicanti di turno e dove gli allievi dell’istituto Smaldone sono spesso più loquaci di molti sedicenti professionisti, sapientoni o intellettuali nostrani. I componenti del comitato mensa hanno già elaborato un pacchetto di proposte per migliorare ciò che alla luce del disastroso bando d’appalto è migliorabile. Sulla preparazione dei pasti hanno rilevato, dopo il primo sopralluogo, che i panini non sono freschi di giornata, la pasta in alcune occasioni è risultata “scotta” i fagioli con forte sapore di bicarbonato, i filetti di nasello surgelati con presenza di lische “spinose” , la frutta non di prima scelta e, dulcis in fundo, l’impossibilità da parte dei ragazzini di sbucciare la frutta con posate di plastica. A tal proposito gli AttiVisti del gruppo Troia 5 Stelle indirizzeranno al Dirigente Scolastico la richiesta di refezione scolastica per vigilare e stimolare l’Amministrazione Comunale al rispetto della Legge n.104 dell’ 8 novembre 2013 recante: “misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca” . Tale legge prevede l’uso dei prodotti biologici e della filiera corta nelle mense scolastiche, una battaglia vinta a livello nazionale proprio dall’ M5S che è riuscito ad ottenere la riformulazione di una norma nel D.L. n. 128 del 12 settembre 2013. Purtroppo il tutto è nato malissimo e finirà anche peggio visti gli ultimi scontri verbali, all’arma bianca e senza esclusioni di colpi, con l’Esecutivo.
La MARKAS ha alzato bandiera bianca e chiesto l’intervento delle Forze dell’ordine e dei Caschi blu (?). Salvo colpi di scena l’Ente Comunale dovrebbe, ai sensi dell’art 54 del Capitolato Speciale d’appalto, richiedere il risarcimento dei danni subiti attingendo direttamente al deposito cauzionale definitivo (art. 21) in ragione del 10% (nonché € 462.429) del valore dell’intero importo dell’appalto pari ad € 4.624,290. Tutto questo secondo contratto, salvo accordi di terzo tipo tra le parti a noi sconosciuti, che potrebbero configurare eventuale danno erariale alle casse comunali. Presso il Tar è depositato, in attesa di giudizio nel merito, un ricorso del “cartello” delle due ditte classificatesi al secondo posto (società RTI GAM di Lucera e SCARDI di Roma). La Giunta Municipale di Troia si è regolarmente costituita in giudizio con un esborso iniziale, su sospensive ed altro, di circa € 20.000. Il punto è che, qualora l’appalto dovesse essere aggiudicato a questo “cartello” , per le tasche dei contribuenti non vi sarebbe alcun tipo di cambiamento essendo l’offerta economica pari ad € 5,19 a pasto… cambierebbero gli addendi ma non la somma. Ci auguriamo che la ditta E.P. di Roma, nonché terza classificata con un’offerta di € 4,96 a pasto, abbia presentato a sua volta ricorso al Tar. Negli ultimi anni, a Troia, la consuetudine in materia di appalti confezionati viene presa alla leggera senza un doveroso approfondimento e relativa indagine di mercato.

