Sembra continuare il botta e risposta tra le batterie Moretti-Pellegrino e Sinesi-Francavilla. Dopo gli agguati degli ultimi mesi contro Mario Piscopia, Vito Bruno Lanza e Mimmo Falco, tutti vicini ai Moretti-Pellegrino, ieri è toccato a Michele Bruno, 35enne con precedenti per droga, anche lui ritenuto aderente allo stesso clan dei primi tre. L’uomo, dimesso dall’ospedale poche ore fa dopo la lieve ferita al polpaccio, è stato aggredito nel rione Candelaro, nel cuore del quartiere più problematico della città. Ora sono al vaglio le sue dichiarazioni che potrebbero aiutare gli inquirenti nelle indagini. Bruno è apparso piuttosto sereno.
Ma che ci sia una brutta aria tra i clan locali si era percepito già qualche mese fa. Oltre ai ferimenti di Piscopia, Lanza e Falco, è stato ammazzato Luigi De Stefano detto “Sciarabball”, sodale dei Trisciuoglio. E durante i giorni del Natale, la polizia ha pizzicato Nicola Valletta, criminale cerignolano che in compagnia di due complici, tuttora ricercati, stava preparando l’ennesimo agguato nella città di Foggia. Probabilmente una risposta ai Sinesi-Francavilla vista la sua appartenenza al clan rivale dei Moretti-Pellegrino. Questa testata si è già occupata della presunta guerra di mafia in atto nel capoluogo dauno, questione ripresa ultimamente anche da “Il Fatto Quotidiano”. Un interesse, quello della stampa nazionale, significativo per il capoluogo dauno. La mafia foggiana, spesso snobbata, comincia a far parlare anche grazie alle audizioni dei rappresentanti delle forze dell’ordine dinanzi alla commissione Antimafia.

Il settore della vigilanza privata nel suo complesso e con le dovute eccezioni presenta a Foggia uno stato di fatto e di diritto che ha poco a che fare con la Legalità, la Sicurezza e la Vigilenza Privata.
I politici foggiani sono responsabili di questo scempio, avendo usato il comparto della sicurezza e della vigilanza privata come serbatoio di consenso elettorale.