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Home » Bomba a “Leonardo in centro”, chiesti 4 anni di carcere per il barista “rivale”. Rischia anche il marocchino Halloufi

Bomba a “Leonardo in centro”, chiesti 4 anni di carcere per il barista “rivale”. Rischia anche il marocchino Halloufi

Di Francesco Pesante
22 Febbraio 2018
in Cronaca
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Mario Mucciarone
Mario Mucciarone

Chiesti 4 anni di carcere per Mario Mucciarone, 49enne titolare del bar “Polo Nord” in corso Garibaldi a Foggia. Due anni e dieci mesi di reclusione, invece, per Mohamed Halloufi, esecutore materiale dell’attentato dinamitardo. Mucciarone, secondo gli inquirenti, ordinò al cittadino marocchino, ambulante di piazza Libanese, di piazzare l’ordigno davanti alla serranda del ristorante dirimpettaio. L’accusa ha avanzato le proprie richieste di condanne nel tribunale del capoluogo dauno, dove si sta svolgendo il processo con rito abbreviato.

I due avrebbero agito per “intimidire” il proprietario di “Leonardo in centro”, reo, secondo Mucciarone di avergli ridotto la clientela. All’epoca dei fatti Mucciarone avrebbe minacciato di morte il marocchino, intimandogli di far del male anche a moglie e figlia. Il giovane frequentava da tempo il “Polo Nord” assieme ad altri suoi “colleghi” ambulanti. Poi con il titolare del bar entrò in confidenza. Ma in seguito Mucciarone approfittò dello stato di bisogno economico del marocchino, senza lavoro e padre di una bambina. Un giorno si presentò a casa di Halloufi (in zona Cep) caricandolo in macchina e costringendolo a commettere l’attentato. La notte del 3 maggio 2015, il 28enne era disperato a tal punto da ubriacarsi pesantemente. Secondo i carabinieri ci avrebbe pensato tutta la notte fino a quando prese la decisione di macchiarsi di quest’atto criminoso. Mohamed giunse tardissimo all’appuntamento, alle 6 e 15 del mattino, orario insolito per questo genere di reati. Probabilmente ad attenderlo alle spalle del locale di Leonardo, c’erano Mucciarone e un complice che gli consegnarono la bomba indicando il punto dove posizionarla per recare il maggior danno possibile al ristorante. Gli fornirono anche dei guanti in lattice – per non lasciare impronte – e una giacca per travisarsi.

Dopo l’arresto del marocchino, Mucciarone temendo di essere incastrato, propose sostegno economico e perfino un legale al 28enne. Tentativo inutile. Infatti, messo alle strette, il marocchino confessò inguaiando il titolare del “Polo Nord”, finito successivamente in carcere per i reati di danneggiamento aggravato, porto e detenzione illegale di materiale esplodente e minaccia.

Tags: carabinieriFoggialeonardo in centroMario Mucciarone
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