Preoccupa l’inquinamento del torrente Cervaro. La questione è stata portata in Consiglio regionale da Rosa Barone (M5S) con un’interrogazione urgente sugli “scarsi controlli” dell’Arpa, l’agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale.
“Il torrente Cervaro nasce dai Monti Dauni – ha spiegato Barone – e per centoquaranta chilometri attraversa l’intera provincia di Foggia, andando a sfociare nel Golfo di Manfredonia, in zona totalmente balneabile. Normalmente d’estate è secco. Questo torrente è uno dei più importanti della Puglia per l’elevata biodiversità e perché ha dei siti di importanza che lo attraversano, In più, la Regione l’ha individuato all’interno del Piano paesaggistico regionale. Con determina la Provincia di Foggia ha autorizzato il Consorzio ASI Incoronata a scaricare in questo torrente le acque reflue provenienti dalle industrie, dalle imprese, però con la prescrizione di sottoporre mensilmente le acque al controllo, al monitoraggio di diversi controllori, in particolare dell’ARPA Puglia. Il 14 agosto 2015, il personale dell’Oasi Lago Salso di Manfredonia allertava il Corpo forestale dello Stato in quanto il torrente non era assolutamente secco, ma era un fiume in piena. Il 17 agosto, il Corpo forestale dello Stato accertava che queste acque derivavano dalla zona ASI dell’Incoronata. Quindi, in concomitanza chiaramente si è sviluppata una grossa sensibilità cittadina, io per prima appunto sono andata a controllare e vi posso dire che la situazione era veramente allarmante. Quindi, si compromettevano non soltanto gli equilibri ecologici ma anche la salute dei cittadini, perché quelle acque finivano a mare. Voglio chiedere – ha precisato in Consiglio regionale -, a questo punto, all’assessore Santorsola se era a conoscenza dei fatti, se sa le cause e i responsabili, l’ARPA come mai ha risposto così lentamente alle diverse sollecitazioni da parte anche degli operatori del Lago Salso. Voglio sapere se l’ARPA Puglia ha monitorato mensilmente, così come era nell’accordo con la Provincia, la zona ASI; se le prescrizioni sono state fatte per bene, quindi se ha seguito le prescrizioni, se il monitoraggio è stato effettivo e quali erano i risultati di questo monitoraggio e se non ritenga soprattutto necessario e urgente che questi devo impianti di depurazione siano controllati in maniera da poter avere, almeno per l’estate prossima, un diverso stato delle acque perché le assicuro che lo stato era veramente allarmante”.
L’assessore alla Qualità dell’Ambiente, Domenico Santorsola, ha risposto alla consigliera del Movimento 5stelle: “Effettivamente i dati, i prelievi effettuati il 28 settembre dall’Agenzia evidenziavano fenomeni schiumosi e maleodoranti affioranti dalle acque. I campioni prelevati hanno permesso di riscontrare elevati valori di fosforo con bassi valori di ossigeno. Questi dati determinano una situazione di attenzione che stiamo seguendo, non hanno ancora raggiunto la soglia di pericolo, ma una situazione di attenzione che stiamo seguendo. Comunque l’ARPA svolge il monitoraggio dei corpi idrici superficiali come previsto dal decreto ministeriale, quindi seguendo le procedure ministeriali. In particolare per il Torrente Cervaro le effettua mensilmente. Effettua monitoraggi su quattro stazioni. Questa mole di lavoro confluisce in un rapporto annuale che definisce la qualità del corpo idrico in esame. Le valutazioni sullo stato di monitoraggio che riguardano il Cervaro contenute nei rapporti 13 e 14 restituiscono un giudizio di qualità complessivamente buono. Quello del 2015 non ci è ancora pervenuto – conclude -, ma le evidenze di questi ultimi mesi ci inducono a tenere alta l’attenzione. Sulla base delle risultanze del nuovo rapporto valuteremo se avviare un monitoraggio di indagine più approfondito per verificare l’andamento della situazione”.
