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Home » Campagne preda di “bande di rumeni e bulgari”. L’allarme in Puglia: Foggia tra le più colpite

Campagne preda di “bande di rumeni e bulgari”. L’allarme in Puglia: Foggia tra le più colpite

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Agricoltura
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Olive come gioielli e coltivatori che ingaggiano i bodyguard contro il moltiplicarsi dei furti nelle campagne pugliesi, all’ordine del giorno secondo l’analisi dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agroalimentare promosso da Coldiretti.
“I nostri soci stanno denunciando – lancia l’allarme Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Puglia – furti quotidiani di olive e danneggiamento degli alberi. È un fenomeno di gravità inusitata. Contro l’impennata dei furti nelle campagne pugliesi chiederemo ai Prefetti di intervenire con tempestività, intensificando i controlli e convocando ad horas l’Orsa per attivare una cabina interforze che contrasti i fenomeni criminosi in atto. I nostri imprenditori – aggiunge – segnalano raid di squadre organizzate che riescono a raccogliere in meno di 1 ora fino ad 1 quintale di olive e al furto di prodotto si associa quello delle attrezzature”.
“Il territorio a nord di Bari – spiega Domenico Perillo, presidente della Organizzazione di Produttori PugliaOlive – è particolarmente colpito per le caratteristiche dei filari degli alberi e la struttura stessa degli ulivi. E’ evidentemente più difficile depredare un ulivo monumentale. A Grumo e Palo i coltivatori stanno finanziando un’associazione costituita da ex poliziotti per controllare le campagne che opera in collaborazione con le Guardie Campestri”.
Le bande di bulgari e rumeni in provincia di Foggia si contendono i primati dei furti nelle campagne con gli italiani, attivi sul territorio a nord di Bari tra Bitonto e Andria, a Fasano e a Taranto.
“Chiediamo al Governatore Emiliano di porre in cima alle sue priorità – sollecita il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – un’azione ferma e dura di contrasto alla criminalità nelle campagne pugliesi. I nostri imprenditori agricoli sono ormai sconfortati, tanto da non denunciare più, in alcuni casi, i reati che subiscono quotidianamente. Il fronte dell’illegalità è sempre più ampio e riguarda la proprietà fondiaria, le infrastrutture di servizio all’attività agricola e, non da ultime, le produzioni agricole ed agroalimentari. I reati contro il patrimonio quali danneggiamento, incendi, furti, abigeato, usura, pascolo abusivo, estorsione rappresentano la “porta di ingresso principale” della malavita organizzata e spicciola nella vita dell’imprenditore e nella regolare conduzione aziendale”.
Per questo Coldiretti Puglia chiede un impegno immediato del presidente Michele Emiliano, della sua Giunta e delle forze dell’ordine, nell’ottica di garantire alle imprese agricole controlli ancora più serrati, trasparenti e scrupolosi contro furti, sofisticazioni e agropirateria, un neologismo coniato da Coldiretti per descrivere la punta di diamante del panorama criminale che si sviluppa attraverso le importazioni, la manipolazione e la trasformazione di prodotti agricoli di dubbia qualità e provenienza che giungono nel nostro Paese e che diventano “made in Puglia” e “made in Italy”.

Tags: BulgariColdirettiFoggiafurtiPugliarumeniTaranto
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