La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il referendum sulle trivelle: il quesito riguarda la durata delle autorizzazioni (spesso infinita) a esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti già rilasciate. A proporlo sono nove Consigli regionali (Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise). Questo stesso quesito era già stato dichiarato ammissibile dalla Cassazione. La vicenda, però, non riguarda le Isole Tremiti al largo delle quali dovrebbero effettuarsi gli “air gun”, geo ispezioni che solitamente rappresentano l’anticamera delle trivellazioni.
Emiliano: “Giusto ascoltare i cittadini”
“Abbiamo appreso dalla Corte costituzionale che il referendum anti-trivelle si svolgerà, è stato ammesso. Si tratta di un referendum eminentemente politico, che tende a spingere il Governo a elaborare una politica energetica e a dire se in questa politica energetica debbano o meno avere un ruolo le ricerche di idrocarburi e, in particolare, l’eventuale sfruttamento dei pozzi ritrovati, cosa che il governo ancora non ha fatto”. È il commento del governatore Michele Emiliano alla notizia trapelata qualche ora fa.
“Nel frattempo, in attesa di questa risposta, le Regioni hanno chiesto al popolo italiano di decidere se ritengono che la ricerca di idrocarburi e l’eventuale sfruttamento dei pozzi sia necessario all’economia italiana. Abbiamo l’occasione di fare una bella discussione, finalmente, sulle cose veramente importanti, sino ad ottobre quando si svolgerà il referendum, per capire qual è il destino energetico del nostro Paese. Mi auguro dunque che la paura della coincidenza di questo referendum con quello sulle riforme costituzionali non stronchi questa discussione. Certo, il Governo può fare un’altra norma “uccidi-referendum” e mi auguro, a questo punto, che la eviti, perché la campagna referendaria partirà oggi stesso e bisogna evitare che gli italiani pensino che di queste cose non si può discutere nel nostro Paese. Lo faremo con i Consigli regionali, ai quali faccio le mie congratulazioni, perché sono i veri promotori del referendum. I Consigli regionali per la prima volta nella storia di Italia hanno capito che basta che cinque di essi non siano d’accordo su una legge dello Stato perché sia possibile chiedere il parere ai cittadini. E questa possibilità va utilizzata anche per altre leggi, perché spesso i governi legiferano senza un adeguato coinvolgimento dal basso degli organismi intermedi e più in generale dei partiti”.
E rispondendo alle domande dei giornalisti sul dibattito interno al PD ha aggiunto: “Quando il popolo irrompe sulla scena della democrazia, chi è iscritto al Partito Democratico deve essere contento per definizione”.
“Non è sfida al governo”
“La Puglia è unita contro le trivelle” e questa “non è una sfida al governo”. Lo assicura in una nota il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Mario Loizzo, commentando la decisione della Corte Costituzionale che ha dato il via libera al referendum ‘no triv’. “L’ampio movimento istituzionale e d’opinione contro le trivelle – evidenzia Loizzo – dovrà impegnarsi nella campagna per informare, motivare e portare alle urne referendarie tutti i cittadini”. “C’è nei nostri mari – aggiunge – un patrimonio naturale, ambientale e economico che va tutelato, per questo il referendum abrogativo non era e non è una sfida al Governo centrale”, ripete Loizzo.
“Ci sono ancora le condizioni – sottolinea – per aprire un confronto nazionale, tra Palazzo Chigi, Regioni e Comuni su questo tema tanto avvertito nei territori. C’è, nelle regioni costiere soprattutto, una sensibilità diffusa che ha sempre espresso in maniera democratica il dissenso sulla scelta di andare a pesca di idrocarburi in mare, a cominciare dalle prospezioni geosismiche sui fondali, che danneggiano pesantemente l’habitat marino e la fauna ittica”.
“La Puglia si è pronunciata unitariamente contro le torri petrolifere e lo ha fatto a maggior ragione – continua – assumendo con le altre Regioni l’iniziativa del referendum abrogativo No triv”. “La nostra battaglia pacifica – conclude Loizzo – segna un successo importante, ma non è finita. Il Governo nazionale ci ascolti”.
Gatta: “Vinta una battaglia”
“Abbiamo vinto una battaglia. Ed ora ci prepariamo a vincere la guerra”. Commenta così il vicepresidente del Consiglio regionale, Giandiego Gatta, il ‘sì’ al referendum No Triv deciso dalla Corte Costituzionale. “Da domani -prosegue – lavoreremo pancia a terra affinché si levi forte la contrarietà dei cittadini alla deturpazione del territorio e dei nostri mari. Purtroppo, stiamo lottando con ogni forza contro la miopia di Renzi. Ma la comunità saprà esprimersi, sconfessando un premier che, pur non essendo stato eletto, vuole svendere bellezze straordinarie del nostro Paese. Sarà interessante – conclude Gatta – verificare il livello di mobilitazione delle forze politiche che a Roma dicono sì alle ricerche di idrocarburi e in Puglia sostengono l’esatto contrario”.
