“Il licenziamento in 48 ore? È populismo di Renzi, le norme Brunetta prevedono l’arresto se vengo colto in flagranza, cioè se per esempio timbro il cartellino e me vado”. Giuseppe Leone, dirigente provinciale della Cgil, spiega che senza la disposizione del giudice l’amministrazione di palazzo Dogana, per esempio, non avrebbe mai potuto far ritornare sul posto di lavoro (con trasferimento in altro settore e dopo tre mesi di sospensione) i quattro dirigenti che l’anno scorso vennero beccati dai carabinieri dopo un lungo monitoraggio. Avrebbero barato sul numero di ore effettivamente svolte. Lavoravano presso una sede staccata dell’ente Provincia, particolare che ha agevolato l’assenteismo. Sono stati reintegrati mentre il giudizio è ancora in fase di svolgimento.
Al Comune di Manfredonia a giugno scorso sono stati arrestati 3 dipendenti comunali e 8 Lsu. Alcuni di loro continuano a rimanere sospesi dal lavoro, altri sono stati riammessi con il pagamento di una multa. Per tutti è ancora in corso il processo penale.
Su questi tempi vorrebbe intervenire il decreto del governo. Licenziati in due giorni o si tratta delle solite slide? “Ma dovrebbe cambiare il Tuel, il codice penale e il diritto a difendersi del dipendente che pure deve avere un sostentamento per vivere”, prosegue Leone.
De Grandis (avvocato): “Procedure più snelle”
Sono in molti a non conoscere bene ciò di cui si parla dato che si attinge a stralci di un comunicato stampa del Cdm e il testo del decreto è in parte sconosciuto. Tina Ciuffreda, dirigente del Comune di Manfredonia, non azzarda alcun commento: “Non abbiamo ancora nessun testo di legge, quando arriva applicheremo ciò che ci viene richiesto”. L’avvocato Tommaso De Grandis, esperto di diritto amministrativo contatto da l’Immediato – a lui si rivolgono molti dipendenti pubblici per ricorsi al Tar – è perplesso: “Siamo sommersi da tante questioni, su questo decreto che dovrebbe essere un “decreto legislativo” conto di tornare per un approfondimento. In ogni caso il ministro Madia vuole procedure più rapide e la responsabilità dei dirigenti”. Più speditamente, e all’attacco di quanto abbozzato, si esprimono i sindacalisti, non foss’altro che una questione di tale portata verrebbe decisa dal governo senza confronto con le parti sociali.
Amoroso (Uilpa giustizia): “E il rinnovo dei contratti?”
Domenico Amoroso, coordinatore generale di Uilpa Giustizia, parla di “accanimento contro la Pubblica amministrazione nel momento in cui si devono rinnovare i contratti per cui danno un aumento di 8 euro. Nessuno difende i fannulloni ed è assurdo che debba andare la finanza a scovarli, se qualcuno si assenta in una stanza è facilmente rilevabile. Ma il vero obiettivo del governo è smantellare la PA privatizzandola”. Aggiunge dei numeri: “Su 3 milioni di dipendenti pubblici la percentuale dei provvedimenti disciplinari è solo dello 0,2% ed è questa che Renzi enfatizza”. Anche da parte di Renato Brunetta (sua la legge del 2009) continuano ad arrivare stilettate per i dipendenti pubblici. Amoroso risponde: “Siccome Brunetta dice che alle 14 nei tribunali non c’è nessuno l’ho invitato per il 26, 27, e 28 gennaio a farci visita in alcune grandi città. Lo stiamo aspettando”.
Leone (Cgil): “I dirigenti, ecco il vero problema”
Dal comunicato del consiglio dei ministri del 21 gennaio scorso si evince che il cambio riguarda soprattutto i dirigenti e “la loro responsabilità disciplinare nel caso non procedano alla sospensione e all’avvio del procedimento” a carico dei fannulloni. Leone sul punto è molto critico: “Il vero vulnus del pubblico sono i dirigenti che costano molto a livello economico e decidono o in ritardo o a loro favore, si pensa di creare dei signorotti che tutto possono e un lavoratore può essere licenziato anche per una risposta data a tono”.
In alcune interpretazioni del testo si spiega come con questo decreto il dirigente che licenzia un dipendente pubblico “assenteista” non sarà più perseguibile per “danno erariale” in caso che il licenziamento venga in seguito trovato illegittimo. Di qui le preoccupazioni dei sindacati per una legge finora solo annunciata.
