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Home » Cerignola celebra il “Ministro dell’armonia”, in teatro l’omaggio al grande Pinuccio Tatarella

Cerignola celebra il “Ministro dell’armonia”, in teatro l’omaggio al grande Pinuccio Tatarella

Di Roberta Fiorenti
22 Febbraio 2018
in Cultura&Società
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Uno di quegli uomini che col suo essere esempio si è guadagnato un posto d’onore tra “l’urne de forti” di foscoliana memoria. Così è stato ritratto Pinuccio Tatarella nella sua Cerignola, nel corso dell’appuntamento che l’amministrazione comunale ofantina, per iniziativa dell’assessore alla Cultura Giuliana Colucci, ha inteso dedicare alla commemorazione dell’anniversario della sua morte. Nella saletta “Mascagni” del Teatro Mercadante si è celebrato ieri il ricordo familiare del “Ministro dell’armonia”, a 17 anni dalla sua scomparsa (8 febbraio 1999).

Il riconosciuto profilo politico del padre fondatore della destra di governo ha lasciato spazio all’uomo, srotolando le memorie intime e inedite dei suoi familiari, dei militanti del passato missino e di quanti lo hanno conosciuto da concittadini. La moglie, Angela Filipponio Tatarella e il fratello Salvatore, in compagnia del sindaco, Franco Metta, si sono ritrovati nel salotto al primo piano del teatro, a intrecciare i propri ricordi, introdotti dalle “armonie” in note eseguite da giovani talenti cerignolani. Un preludio con cui il direttore artistico del “Mercadante”, Rosario Mastroserio, ha voluto omaggiare le passioni e l’impegno di una “personalità dal grande spessore culturale”, il cui ricordo non può ridursi alla “sola ideologia politica”, ha ricordato, in linea con quanto già sottolieato dalla Colucci, riferendo il senso e lo spirito dell’iniziativa a nome “Il Pinuccio di Cerignola”. Non a caso. Come a voler marchiare con l’appartenenza a una comunità le radici della modernità delle sue idee. Che proprio nella sua Cerignola videro compiersi l’esperimento alternativo alle forze politiche di sinistra che Pinuccio immaginava a livello nazionale, con l’elezione a sindaco nel 1993 del fratello Salvatore.

La sua voce al telefono, la sera del 5 dicembre 1993, aveva il tono di “una felicità inimmaginabile”. “Vedeva una sorta di sua realizzazione nella mia elezione –ha ricordato l’ex europarlamentare-, uno dei primi esempi di governo della destra. Quello che lui immaginava per il Paese si veniva a realizzare proprio nella sua città”. Ministro delle poste e delle comunicazioni, vicepresidente del Consiglio, leader indiscusso di Alleanza Nazionale. Semplicemente “Pinuccio di Cerignola” nel ricordo del fratello e del suo amico di militanza. Da ex missino il sindaco Metta ha ricorato l’atmosfera di quella stagione politica, “quando si accelerava la chiusura di un nostro comizio a Cerignola per raggiungere Trani, dove Pinuccio teneva uno dei suoi comizi con la piazza gremita fino all’ultimo”.

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“Era un grande oratore –ha continuato-. Sceso dal palco parlava il dialetto di Cerignola, non andava in un salotto elegante a passare la serata. Entrava in una macchina per cambiarsi la camicia inzuppata di sudore, facendosi scudo con le nostre figure. Quando a un giovane militante, come ero io all’epoca, arrivava una pallina di pane sulla testa non c’era da domandarsi chi fosse stato a lanciarla: era Pinuccio! Lo stesso che da vicepresidente del Consiglio viene fotografato a giocare a tressette a Bari vecchia”. 

Malvolentieri accettava di salire sui palchi dei comizi nella sua città, ha ricordato Metta, sostenuto dai sì con la testa del suo compagno di sezione di allora. “Non vedeva l’ora di andare via e non ci faceva mai il comizio che ci aspettavamo noi. Amava Cerignola, non la perdeva mai di vista e sapeva tutto quello che succedeva, ma quando veniva cercava di essere il meno ingombrante possibile. Non si metteva mai in prima fila, sopratutto quando quella prima fila era occupata dai ragazzotti a cui voleva bene”. Accanto al fratello Salvatore e Franco Metta, anche Roberto Ruocco e Franco Cirillo. 

Apprezzato anche a sinistra, per il suo spirito aggregante e la sua tensione alla coesione delle forze in campo nelle battaglie di collettivo interesse per il benessere nazionale, il ricordo di Pinuccio Tatarella, nella terra di Di Vittorio e degli illustri innovatori culturali che la città vanta tra i suoi figli, da Pavoncelli a Zingarelli, sembra essere però, per pochi intimi, a giudicare dalla platea intervenuta all’appuntamento promosso dall’amminsitrazione comunale.

“Forse pecco di eccessivo ottimismo, ma credo che la città lo stia ritrovando questo spirito, come l’urne de forti di Foscolo insegnano”, ha detto il sindaco, sottolineando che “l’identità di una comunità si costruisce attorno al ricordo di grandi uomini”. E “non c’è bisogno di grandi gesti e manifestazioni –ha aggiunto-, basta appendere una foto nell’aula consiliare, convocare un gruppo di amici per fare due chiacchiere nel nome di Pinuccio”. 

La previsione di eccessivo ottimismo è parsa azzeccata associata al poco dignitoso ricordo virtuale che si consumava contestualmente su una pagina facebook di satira cittadina. L’eco dell’eredità politica e morale che rimbalza in tutto il territorio nazionale si è schiantata nella caduta di stile de “La sporchizia”. Questo il nome della pagina colorata a sinistra, che col suo scanzonato e ironico sguardo sulla vita politica cittadina punzecchia il governo locale. Ha postato ieri, in simultanea con l’incontro di commemorzione, un’immagine a testa in giù del giovane Pinuccio ritratto in bianco e nero, suscitando sdegno e polemiche di comuni cittadini, esponenti politici locali col cuore a destra e non. E quanti si son sentiti feriti dal fatto che proprio nella città che custodisce le sue spoglie mortali al “Pinuccio di Cerignola” venga rinfacciata con malcelata irrisione la mai avvenuta pacificazione coi fascisti, per dirla con le parole di De Gregori.

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Tags: CerignolaFranco MettaGiuseppe TatarellaSalvatore TatarellaTeatro Mercadante
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