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Home » Sperperi e irregolarità, ecco la gestione scellerata dell’Asl di Foggia. Nel mirino dirigenti e politici

Sperperi e irregolarità, ecco la gestione scellerata dell’Asl di Foggia. Nel mirino dirigenti e politici

Di Michele Iula
22 Febbraio 2018
in Sanità
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L'ex dg, Attilio Manfrini
L’ex dg, Attilio Manfrini

“Gravi irregolarità” nella gestione economica dell’Asl di Foggia. L’ultima segnalazione della Corte dei conti mette nel panico il management guidato da Vito Piazzolla. Nella relazione di 17 pagine preparata dal magistrato istruttore Carmelina Addesso e riferita al bilancio 2013 (allora c’era il cerignolano Attilio Manfrini alla direzione generale), vengono elencate una serie di criticità rilevanti: mancato aggiornamento del libro degli inventari, mancata rilevazione delle scorte di reparto, mancata riconciliazione del saldo di cassa dell’istituto tesoriere, tempi medi di pagamento superiori ai limiti di legge, mancata riconciliazione dei debiti verso i fornitori, proroghe di contratti scaduti (in particolare nella ristorazione e nello smaltimento di rifiuti speciali), mancato conseguimento della riduzione del 10 per cento del valore dei contratti, scarsa efficienza nella procedura di recupero ticket non pagati, superamento del limite per consulenze, ingiustificato affidamento di incarichi a professionisti esterni, mancata rideterminazione della pianta organica, reiterate proroghe dei contratti a termine (anche per oltre 5 anni, come nel caso della ristorazione e dei rifiuti speciali) incremento dei costi per la mobilità passiva (pazienti della provincia di Foggia che vanno a curarsi fuori regione o in altre province pugliesi, costati più di 5 milioni), tempi di attesa elevati e poca trasparenza. Questioni non di poco conto, se si pensa che ogni anno dall’azienda foggiana vengono gestiti 1,2 miliardi di euro: soldi dei cittadini pugliesi. Adesso, il manager di Barletta dovrà dare risposte in tempi celeri (entro 60 giorni dalla data di deposito della relazione, il 22 gennaio scorso), per evitare l’aggravio di una posizione che già pare parecchio complicata. La discussione sul testo (LEGGI la versione integrale) si è animata non fosse altro perché Manfrini superò la verifica di metà mandato grazie al placet dell’allora Giunta guidata da Nichi Vendola. 

Vendola e Manfrini

Più di un anno per pagare (e gli interessi galoppano)

C’è una voce preoccupante nel bilancio 2013, quella degli interessi moratori. In quell’anno, infatti, per via dei ritardi di pagamento delle fatture, liquidate mediamente in 334 giorni (nonostante le risorse aggiuntive destinate dalla Regione Puglia agli accordi transattivi), l’Asl si è appesantita di quasi 4 milioni di euro. Una somma importante, che da sola avrebbe potuto attivare nuovi percorsi per i servizi, capaci di abbattere la mobilità passiva. A peggiorare la situazione, il fatto che in quell’anno l’azienda non ha accantonato un solo euro per far fronte all’emergenza. Quanto alla necessità di accordarsi con i fornitori, magari strappando condizioni favorevoli, da Piazza della Libertà hanno spiegato che “la riconciliazione è ripresa a fine 2014, in quanto sono stati messi in linea tutti i conti contabili della Sepi (la società che gestiva l’informatizzazione, Ndr)”. La risposta non ha per nulla convinto i magistrati contabili, ovviamente. 

Il buco nero del personale

Anna Maria Gualano
Anna Maria Gualano

Certo, non sarà facile gestire 4mila dipendenti. Ma di “creatività” la dirigente al Personale Anna Maria Gualano ne avrebbe avuta troppo. Le carte della magistratura contabile parlano chiaro: “Il Collegio sindacale ha segnalato la presenza di criticità a causa dell’ingiustificato affidamento di incarichi a professionisti esterni, irregolare o reiterato conferimento/proroga di incarichi professionali, mancata rideterminazione della dotazione organica, proroga dei contratti a tempo determinato”. In sede di verifica,  la dirigente di Torremaggiore ha risposto che “quest’area nell’anno 2013 non ha provveduto ad alcun conferimento in tal senso”. Secca è stata la smentita: “Si osserva che nell’anno in questione risultano contratti in essere – in particolare, consulenze tecniche e amministrative da privato e co.co.co. – rispetto alle quali non sono stati forniti chiarimenti”. Un aspetto rilevante, se si pensa che l’area tecnica è stato da sempre l’avamposto dell’ingegner Manfrini. Ancora, dal 2011 non si riesce a mettere a punto la dotazione organica. Se a questo si aggiunge la marea di proroghe contrattuali oltre il termine dovuto (3 anni), ci si rende conto del minestrone cucinato negli ultimi anni. 

Liste d’attesa e viaggi della speranza

È forse questa la malattia della sanità foggiana: si spende sempre di più (male) per offrire servizi sempre peggiori. In pochi anni, la spesa per pagare le prestazioni effettuate altrove è passata da 60 a più di 65 milioni di euro ogni anno. Una cifra monstre, che potrebbe essere reinvestita sul territorio, così come segnalato dalla Corte dei conti: “Maggiori disponibilità consentirebbero lo sviluppo di un migliore assetto organizzativo con sicuri ritorni economici in termini di riduzione dei ricoveri e della mobilità passiva (che incide per l’80 per cento del loro valore)”. L’idea dell’ex direttore generale (uno per il quale “i 4 ospedali Asl sono completamente inutili”) è stata quella di affidarsi a prestazioni aggiuntive, con una spesa di 1 milione di euro circa, per alcune prestazioni: mammografia, ecodoppler dei tronchi sovraortici, visita chirurgica cardiovascolare, ecc. Il risultato? L’ennesima bocciatura: le liste d’attesa non sono diminuite affatto.

Le reazioni politiche

“La relazione della Corte dei conti, relativa al Bilancio di esercizio dell’Asl di Foggia relativa al solo anno 2013, e che ha presentato il conto delle numerose anomalie e irregolarità riscontrate al nuovo direttore generale dell’azienda, cui sono stati concessi sessanta giorni per fornire chiarimenti e cercare di sanare la pesantissima eredità ricevuta, dovrebbe far riflettere, e parecchio il presidente della Regione Michele Emiliano, che nella sua veste aggiuntiva di assessore alla Salute verrà venerdì in Commissione ad illustrare il Piano di Riordino ospedaliero ‘lacrime e sangue’ prossimo venturo”. A dichiararlo è il presidente del Gruppo Movimento Schittulli-Area Popolare, Giannicola De Leonardis. “Riflettere su come la politica, a livello regionale – ha proseguito -, quando i conti sono fuori controllo riesca sempre e solo a prevedere e operare tagli su prestazioni e servizi essenziali da erogare ai cittadini, ma mai a intervenire sugli sprechi veri, quelli che incidono pesantemente sulle casse delle singole aziende e dell’ente, con i controlli e le verifiche sempre e solo delegate – per colpevole assenza e sostanziale indifferenza – alla magistratura. Prima allora di illustrare gli effetti del Piano di Riordino sugli ospedali – e sulle comunità – che dall’Asl Foggia dipendono, vorrei che il Presidente illustrasse pubblicamente proprio la relazione della Corte dei conti. E prima di annunciare chiusure e accorpamenti di reparti e ospedali, spiegasse cosa intende fare per non continuare a scaricare su medici, operatori, cittadini errori e responsabilità gravissime, e in ordine sparso. Sarebbe questa la vera discontinuità da mesi annunciata, la rivoluzione promessa nell’ultimo decennio ma che si è rivelata una delusione e un fallimento”.

Tags: aslAttilio ManfriniCorte dei ContiFoggiaVito Piazzolla
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