“Operazione oro rosso bis”. Gli uomini della polizia ferroviaria hanno inferto un altro colpo al traffico illecito di cavi di rame. Il territorio foggiano è tra i più bersagliati dal fenomeno in Italia. “È la provincia dove si registrano più episodi nel compartimento Puglia, Basilicata e Molise”, ha detto il dirigente polfer Conticchio. In sinergia con la questura di Foggia, nei territori maggiormente colpiti dai furti di rame alle aziende erogatrici dei servizi pubblici ed essenziali (RFI, Telecom ed Enel), nel tardo pomeriggio del 16 febbraio scorso, a distanza di alcuni giorni dalle operazioni del 22 gennaio e del 5 febbraio scorso, che hanno portato al sequestro rispettivamente di 530 chilogrammi e 1.680 di rame rubato alle Ferrovie, gli agenti hanno beccato una donna di 38 anni, D.S., lucerina, socio di un’autodemolizione e già nota alle forze dell’ordine per reati simili.
All’interno di una botola di un capannone di un’autodemolizione ubicata sulla SS. 17, infatti, i poliziotti hanno rinvenuto debitamente occultati 1.544,5 chili di rame, di cui 127 chili tipicamente utilizzati dalle Ferrovie, già sguainato contenuto in un sacco di juta. Nel corso del controllo sono stati rinvenuti in due cassoni scarrabili altri cavi riconosciuti come quelli in uso all’Enel i cui furti, che causano grossi black out, stanno portando, come conseguenza, costi elevati e gravi disagi alla comunità. “Chiediamo ai cittadini di segnalare persone sospette”, ha dichiarato Conticchio della polfer.
Il materiale è stato sequestrato e affidato in giudiziale custodia ad una ditta di soccorso stradale locale. Stando agli inquirenti, il rame sarebbe finito nell’Est Europa.


