“No al declassamento del Tatarella”. Lo ha ribadito ieri sera il consiglio comunale di Cerignola, riunitosi in seduta straordinaria e monotematica. Una ferma opposizione alle previsioni del contestato piano di riordino ospedaliero regionale che si allarga all’intera comunità cittadina, pronta a scendere in piazza per la marcia di protesta e mobilitazione di oggi. La classificazione “di base” non tiene conto del bacino di utenza, dei reparti specializzati e degli investimenti del recente passato che fanno del “Tatarella” un presidio di salute per il territorio extraprovinciale e un centro di cura insostituibile per i pazienti “irreversibili”, dializzati e affetti da fibrosi cistica.
“La giunta chiede che l’ospedale Tatarella di Cerignola venga posto nelle condizioni di dimostrare tutte le potenzialità finora inespresse e che non siano i cittadini a pagare anni di cattiva amministrazione della sanità regionale”. Sì alla razionalizzazione della spesa sanitaria ma secondo criteri di qualità e appropriatezza delle prestazioni, il senso del deliberato che ha aperto il dibattito di ieri, in un’affollatissima aula consiliare, alla presenza del vicepresidente del Consiglio regionale Giandiego Gatta e del consigliere regionale Giannicola De Leonardis, componente della commissione sanità.
“Giovedì scorso, in commissione sanità, è stato presentato il piano di riordino, che ha già riscosso vivaci rimostranze di tutte le opposizioni quando è stato predisposto da Emiliano. Chi ha proposto questo piano si è chiuso nella sua stanza e ha fatto le sue valutazioni senza conoscere i territori”, è intervenuto l’esponente Ncd, sottolineando l’anomalia foggiana. La Capitanata è l’unica provincia pugliese che il piano rende orfana di strutture di primo livello, con i declassamenti di San Severo e Cerignola che preannunciano un destino simile a quello di Manfredonia.
“Nella città da cui provengo, scippata del suo punto nascita, questa situazione l’abbiamo già vissuta e ora stiamo perdendo anche le specificità. Non dobbiamo avviare una lotta cannibalistica tra di noi. Non capisco perché la provincia di Foggia sia l’unica che vergognosamente deve essere privata di ospedali di primo livello. Questa è una lotta di tutti i 61 comuni”, è intervenuto Gatta. “I nostri ospedali non sono stati messi nella condizione di lavorare come avrebbero dovuto, per logiche dell’amministrazione sanitaria non rispondenti all’utenza, per cui si metteva il primario o facente funzioni secondo ordini di scuderia. La sanità ha necessità di avere una nuova visione culturale”, ha concluso, lanciando un appello agli assessori foggiani in giunta regionale, dei quali “non si conosce l’opinione su questo piano”. Sono stati invitati a partecipare anche Di Gioia e Piemontese, insieme a tutti i consiglieri regionali eletti nella provincia di Foggia, eurodeputati e parlamentari, compresi i sindaci dei Cinque Reali Siti (presenti il presidente del Consiglio comunale di Stornara e il sindaco di Stornarella) e dei comuni della Bat che ingrossano il bacino di utenza del “Tatarella”, il governatore Emiliano, il dg Vito Piazzolla e il presidente della provincia di Foggia, Francesco Miglio.
Contestato dagli intervenuti il criterio “ragionieristico e contabile” che ispira il piano di riordino, “senza tenere conto del bisogno di salute dei territori” e della loro “geografia orografica”. Il confronto è tra Capitanata e Salento, inasprito dalle recenti esternazioni social dell’assessore Capone, “irresponsabilmente” trionfalistiche per l’illesa provincia di Lecce, che “non perde nulla”, ha polemizzato il consigliere del gruppo consiliare Capitanata Democratica, Rino Pezzano, protagonista di un battibecco facebookiano con l’assessore salentino che gli ricordava che nella passata giunta Vendola la delega alla sanità era nelle mani della cerignolana Elena Gentile, che ha dedicato tagli di nastri e investimenti al “Tatarella”. “Si è sbagliato in passato o si sta commettendo un madornale errore oggi?”, si chiede l’ex piddino. “Personalmente non ho mai sostenuto la tesi dell’ospedale di eccellenza –ha continuato- ciononostante non è accettabile la situazione inversa, che lo vuole declassato ad ospedale di base”.

“Il rischio di questo piano che dovrebbe slittare di tre anni –è intervenuto il consigliere di opposizione Tommaso Sgarro-, è che il passo successivo sia smembrare. Manca, poi, il dato sulle strutture private. Vuoi vedere che i posti letto che saltano vanno a finire in capo al privato? La sanità è pubblica”.
Nella sfilata di dichiarazioni, sono emerse alcune delle criticità evidenti del riordino contestato per il metodo, su base provinciale, che non tiene conto dell’organicità dell’offerta sanitaria regionale (inclusa quella privata, che mantiene le cardiochirurgie), e senza concertazione con i territori.
Cerignola promette guerra al piano di riordino ospedaliero e “domani è solo la prima giornata di mobilitazione”, ha dichiarato il sindaco Franco Metta, in riferimento alle manifestazioni di oggi, la simbolica adunanza di piazza davanti Palazzo di Città, promossa dall’amministrazione comunale questa mattina, e la marcia di protesta civica organizzata dal comitato spontaneo “Mo avast” in programma alle 19, con partenza da piazza Duomo. Ad aprire il corteo cittadino lo striscione in difesa dell’ospedale scortato dai sorrisi dei bambini e ragazzi, fanno sapere in una nota stampa gli organizzatori. A seguire il sindaco di Cerignola e i colleghi dei Cinque Reali Siti in fascia tricolore e il vescovo monsignor Luigi Renna che ha ufficializzato la propria partecipazione, i cittadini tutti e le numerose realtà associative, organizzazioni sindacali e organizzazioni di categoria che hanno aderito all’iniziativa, che vedrà sfilare anche l’Audace Cerignola.
“Non ci sono due manifestazioni che si sovrappongono. É una mobilitazione di tutta la città e deve coprire tutto l’arco della giornata, per dare un segnale di coesione della città intorno a questa battaglia”, ha aggiunto il sindaco, che sulla questione parteciperà a Lucera a un incontro con i sindaci degli altri comuni, “per decidere il programma delle ulteriori iniziative unitarie da svolgere, prima della convocazione al policlinico di Bari prevista sabato. Anche la sezione cittadina di Forza Italia ha annunciato iniziative di protesta. Guiderà la Capitanata martedì a Bari, prima del Consiglio regionale, per una conferenza stampa sul Piano di riordino ospedaliero.


