Sgominata una banda di rapinatori del Foggiano. L’operazione, compiuta dai carabinieri di Venezia, ha messo fine a una lunga serie di furti in alcuni grandi magazzini del nord Italia per un bottino complessivo intorno ai 5 milioni di euro. Gli indagati sono legati da vincoli di parentela. Il blitz, eseguito da uomini dell’Arma e Dia, si è sviluppato principalmente a cavallo delle province di Foggia, Bologna, Lodi, Bergamo, Napoli e Bari. Arresti eseguiti dai carabinieri del comando di Foggia. In manette 15 cerignolani.
L’indagine è scattata dopo il furto avvenuto nel luglio del 2014, ai danni di una ditta di stoccaggio di capi di abbigliamento di pregio in Pianiga, per un valore di circa 200mila euro. L’attività, in raccondo con la Dia che ha fornito elementi informativi raccolti in Puglia, ha portato all’acquisizione a carico degli indagati di elementi di responsabilità per 33 furti ai danni di magazzini di ditte di diversa tipologia imprenditoriale (abbigliamento, scarpe, rubinetteria, fitofarmaci), tutti verificatisi tra luglio 2014 e febbraio 2016 nel centro nord Italia, per un importo totale di merce sottratta di circa 5 milioni di euro.
Dalle attività espletate è emerso chiaro il modus operandi dei componenti l’associazione criminale che sotto l’apparente schermo di un’attività lecita di rivendita di legna ubicata in un capannone in provincia di Bologna, agivano in maniera strutturata con una suddivisione dei compiti tra gli associati in relazione agli obiettivi da colpire.
Infatti, i sodali eseguivano preventivamente dei sopralluoghi nelle aziende da depredare, analizzando i sistemi di allarme, effettuavano preliminarmente dei furti di modestissima entità con l’attivazione ripetuta degli allarmi al fine di disorientare il personale addetto alla vigilanza, per poi, successivamente, razziare completamente i depositi di stoccaggio utilizzando degli autocarri in loro uso che introducevano nell’azienda caricandoli della merce da asportare.
La banda allo scopo di depredare gli obiettivi, si era dotata di un autonomo sistema logistico di trasporti che vedeva l’utilizzo di cinque autocarri (alcuni oggetto di furto) ai quali venivano sostituite le targhe, di un rimorchio isotermico per la merce deperibile e di una decina di auto utilizzate anche come “staffetta” dopo la perpetrazione dei furti, tutti mezzi sequestrati dai militari operanti per un valore di oltre 500.000 euro.
La merce sottratta veniva ricomposta in nuovi imballaggi, munita di false bolle di accompagnamento al fine di farne perdere le tracce dell’illecita provenienza e trasportata in vari magazzini del sud d’Italia ove sono in corso perquisizioni. Al momento sono state recuperate quasi 3500 batterie per auto asportate in una ditta in provincia di Verona per un valore di euro 300.000 circa.
I NOMI DEGLI ARRESTATI
Manette per Gerardo Cianci, classe ’64, Giacomo Cianci, classe ’88, Nicola Cianci, classe ’84, Mauro Renna, classe ’89, Antonio Castaldi, classe ’69, Ruggiero Fucci, classe ’59, Vincenzo Detto, classe ’54, Vincenzo Detto, classe ’85 (omonimo del primo), Ruggiero Detto, classe ’59, Giuseppe Detto, classe ’78, Giacomo Detto, classe ’80, Matteo Monopoli, classe ’64, Gerardo Caggianelli, classe ’59, Francesco Caggianelli, classe ’91 e Giovanni Fortuna, classe ’89.

