
In Regione Puglia, durante i lavori della settima Commissione consiliare, presieduta da Erio Congedo, è stata incardinata la proposta di legge a firma dei consiglieri regionali del Gruppo M5S relativa all’istituzione di una Commissione d’indagine e di inchiesta sul fenomeno eco-mafioso.
Ad illustrare il provvedimento è stata la consigliera foggiana Rosa Barone che ha spiegato le finalità principali del progetto di legge dal punto di vista preventivo- repressivo, attribuendo alla Commissione funzioni di vigilanza affinché si eviti alcun tipo di legame o interferenza tra l’attività politico-amministrativa della Regione o Enti locali e le attività illecite delle organizzazioni criminali, con particolare attenzione per le materie ambientali e delle opere pubbliche e urbanistiche.
I dati contenuti nella relazione annuale stilata da Legambiente nel 2014, che classificava la Puglia al primo posto in Italia per reati ambientali, hanno spinto i consiglieri del M5S ad attivarsi perché si procedesse all’istituzione di un organo consultivo della Regione le cui competenze consistono nel controllo sulle procedure e destinazione dei finanziamenti erogati, di affidamento e assegnazione degli appalti e nel prevenire e contrastare eventuali fenomeni di infiltrazione mafiosa.
La Commissione ha deciso di rinviare alla prossima seduta la discussione generale sul punto e il successivo esame dell’articolato. I proponenti si sono assunti l’impegno di programmare un tavolo tecnico per dare la possibilità agli altri commissari di approfondire l’argomento sotto l’aspetto normativo, al fine di produrre uno strumento condiviso e che possa rispondere pienamente agli obiettivi prefissi.
Oggi, sempre a Bari, sono state approvate all’unanimità le modifiche alla legge istitutiva della Sezione regionale di vigilanza della Regione Puglia. La proposta di legge, a firma del consigliere Fabiano Amati, ridefinisce il contingente di polizia amministrativa destinato al Nucleo di vigilanza ambientale (non superiore a 88 unità) e derivante dal personale di polizia provinciale in soprannumero dopo il riordino. Inoltre adegua la normativa regionale ai rilievi sollevati dal ministero degli Affari regionali, eliminando l’attribuzione a tale personale ricollocato, della qualifica di agente di polizia giudiziaria.

