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Home » Operazione antiterrorismo tra Bari e Foggia, scoperti stabili contatti con siti talebani

Operazione antiterrorismo tra Bari e Foggia, scoperti stabili contatti con siti talebani

Di redazione
21 Febbraio 2018
in Cronaca
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https://youtu.be/8QYaiIr39I4

I due nel porto di Bari
I due nel porto di Bari

Nella serata di ieri, a Bari e Foggia, carabinieri e ROS hanno dato esecuzione a due provvedimenti di fermo di indiziato di delitto, emessi dalla DDA barese, a carico di altrettanti soggetti di nazionalità afgana, ritenuti responsabili di associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Uno è Gulistan Ahmadzai, di 29 anni, domiciliato a Borgo Libertà nelle campagne di Cerignola, con lo status di protezione umanitaria riconosciuto nel settembre 2011. L’altro è Hakim Nasiri, 23 anni, domiciliato a Bari, protagonista di un selfie col sindaco Antonio Decaro (assolutamente ignaro dell’identità del giovane afgano) durante la cosiddetta Marcia degli Scalzi del 10 settembre 2015.

Il provvedimento scaturisce da un’indagine avviata dal Nucleo Investigativo e dalla Sezione Anticrimine del capoluogo pugliese il 16 dicembre 2015, quando una pattuglia della Compagnia di Bari San Paolo, durante un normale servizio preventivo, controllò 4 afgani (2 dei quali muniti di permesso di soggiorno, gli altri nella posizione di richiedenti asilo politico e domiciliati presso il CARA del capoluogo pugliese), mentre erano intenti ad effettuare riprese all’interno di un importante e rinomato centro commerciale della zona (Ipercoop).

L’attività investigativa ha permesso di accertare come l’afgano residente nel Foggiano, mantenesse stabili collegamenti telematici con un noto sito talebano, scaricando video e proclami inneggianti alla jihad e fotografie raffiguranti un noto capo carismatico talebano, ucciso durante un raid dell’aviazione statunitense, il 13 ottobre 2015, mentre come l’altro avesse effettuato sia il filmato girato nel centro commerciale, sia la ripresa dell’area d’imbarco, accessibile solo a seguito di check-in, dell’aeroporto di Bari – Palese. Entrambi rientrarono in aereo, in patria, il 18 dicembre 2015. Inoltre e sul conto di uno dei due stranieri in attesa di asilo, un 23enne afgano, è stata documentata la disponibilità, in Gran Bretagna, di un’arma d’assalto (M16).

Il selfie col sindaco Decaro
Il selfie col sindaco Decaro

L’inchiesta ha tra l’altro messo in luce gli stretti contatti esistenti tra i 3 indagati, un pachistano 25enne e un ulteriore 29enne afgano, il primo, regolare, in Italia, l’altro, in attesa di permesso di soggiorno, ambedue attivi nel favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di connazionali, mediante l’offerta, dietro lauti corrispettivi in denaro, di sostegno logistico, in ordine alla possibilità di regolarizzare la loro posizione in Europa attraverso documenti contraffatti, nonché al reperimento di luoghi di dimora e titoli di viaggio aerei per muoversi nel Continente.

È stata adottata una misura restrittiva d’urgenza, in quanto il predetto 29enne afgano, nella mattinata di ieri, ha ricevuto il riconoscimento di rifugiato e ha manifestato l’intento di recarsi a Calais (in Francia), dove risulta avere una stabile dimora dalla quale gestisce traffici illeciti.

In relazione ai due afgani rientrati nel Paese d’origine, saranno avviate le procedure di internazionalizzazione dei provvedimenti emessi nei loro confronti, attraverso gli ordinari canali di cooperazione di polizia.

Le intercettazioni

Queste “esplosioni che creano problemi per noi! Questi bastardi Isis che fanno attentati”…”perchè così si chiudono le frontiere e le persone non possono muoversi”. E l’interlocutore risponde: “Cosa te ne frega! Lascia che muoiano tra di loro”…”noi prendiamo soltanto i documenti e lavoriamo”.

È il dialogo telefonico intercettato dai carabinieri nell’ambito dell’indagine della Dda di Bari a carico di tre presunti terroristi internazionali, uno dei quali è stato finora fermato, che ha permesso di scoprire, attraverso le intercettazioni, un traffico di migranti clandestini. La conversazione tra i due presunti trafficanti contiene critiche che gli interlocutori muovono ai terroristi dell’Isis che compiono gli attentati e che frenano il loro lavoro. Gulistan Ahmadzai, che parla al telefono con un altro indagato tuttora ricercato, è accusato di aver favorito l’ingresso di cittadini afghani e pakistani occupandosi del trasporto degli stessi a bordo di auto e imbarcazioni, dall’area centro-asiatica fino all’Europa in cambio di somme di denaro fra i 1.200 e i 3.700 euro a persona, dalla Turchia in Italia tramite la Grecia e dall’Italia in Francia per 700 euro a persona. I fatti contestati e ricostruiti dalla Dda di Bari attraverso attività di intercettazioni telefoniche si riferiscono al periodo compreso fra il dicembre 2015 e il maggio 2016.

Obama asino

La caricatura di Barack Obama contenuta negli atti giudiziari nell'operazione antiterrorismo di Bari. ANSA/ ++HO - NO SALES EDITORIAL USE ONLY++
La caricatura di Barack Obama contenuta negli atti giudiziari nell’operazione antiterrorismo di Bari

La foto del presidente degli Stati Uniti Barack Obama sotto forma di caricatura di un asino è stata trovata in uno dei telefoni cellulari sequestrati dai Carabinieri ai presunti terroristi fermati a Bari su disposizione della Dda. Secondo gli inquirenti si tratta di immagini che simboleggiano l’odio anti-occidentale, come la foto di uno degli indagati con il dito medio alzato verso la fotografia di Malala, premio Nobel per la Pace. Ci sono ancora foto di Marines americani con gli arti mutilati, foto di musulmani convertiti al cristianesimo, un’altra con tre militari dell’esercito USA mentre posano con tre ragazze e un uomo di chiare origini medio-orientali corredata da una frase in arabo la cui traduzione è “Dio maledica le famiglie che autorizzano le loro figlie a lavorare con questi cani”.

 

Tags: BariBorgo LibertàCerignolaFoggiaterrorismo
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