
Prostituzione, droga, violenze. Il tutto messo in atto da una banda di cinque nigeriani nel Cara di Borgo Mezzanone, divenuto ormai una polveriera. Gli agenti della sezione criminalità straniera della polizia di Foggia e uomini del Servizio Centrale Operativo, hanno arrestato per i reati di rapina in concorso, lesioni e porto di arma impropria Chinedu Iguebueze, 26enne capo della gang ed Enesele Bashir, 24 anni. Nella stessa operazione, notificato il divieto di dimora a Borgo Mezzanone per Idris Hassan, 21enne responsabile in concorso dei soli reati di lesioni e porto di arma impropria.
La polizia spera di aver messo fine a una lunga serie di violenze perpetrate nei confronti di altri nigeriani che la banda voleva costringere ad entrare nell’organizzazione per potenziare il controllo di droga e prostituzione. Il 19 aprile scorso vennero arrestati per i reati di rapina, lesioni e porto di arma inpropria Festus Alabi, 20 anni e Louis Danel, 21 anni responsabili di aver picchiato e rapinato un proprio connazionale poi ricoverato in ospedale con profondi tagli al capo provocati con un machete e una forte infiammazione agli occhi dovuta al liquido infiammabile che gli era stato versato.
I cinque nigeriani, non paghi di quella rapina, trascinarono il loro connazionale fuori dal modulo abitativo, portandolo in aperta campagna per cospargerli petrolio sul viso e malmenarlo fino a farlo svenire. Vittima anche rapinata del proprio portafoglio dai connazionali, successivamente fermati dalla polizia mentre altri tre nigeriani risultarono irreperibili.
Primi ad essere beccati, dunque, Alabi e Danel ma l’attività investigativa in corso, fondata su alcune dichiarazioni oggetto di escussione e acquisizioni informali, ha portato a ritenere che tali episodi di aggressione siano da ricondurre a tentativi da parte di bande criminali nigeriane di aggregare all’interno delle stesse, anche con metodi violenti, nuovi componenti in contrapposizione ad altri connazionali per il predominio del territorio ed in particolare facenti parte della banda “Arobaga” i cosiddetti Red, a cui capo c’è appunto Chinedu Iguebueze. Negli ambienti nigeriani la scala di pericolosità delle bande si misura attraverso i colori e il rosso (“red”) rappresenta il livello più alto.
Il capo degli “Arobaga”, nel tentativo di aggregare all’interno della propria gang altri sodali, non disdegnava di utilizzare metodi violenti nei confronti di chi non voleva assoggettarsi cercando di imporre la propria egemonia. “Tali bande sarebbero dedite ad una proficua attività di spaccio e allo sfruttamento della prostituzione di loro connazionali”, hanno rivelato stamattina in conferenza stampa gli uomini della squadra mobile. I nigeriani, che a causa degli arresti hanno perso il loro diritto di richiesta di asilo nel nostro paese, sono ora in carcere. Resta però critica la situazione all’interno del Cara. Il centro ospita circa 1300 persone di cui 300 nigeriani. A breve arriveranno altri 50 soggetti. Ma la capienza è di non oltre 700 unità.




