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Home » Nubi oscure sullo stabilimento Alenia di Foggia, cala produzione. Via 47 lavoratori

Nubi oscure sullo stabilimento Alenia di Foggia, cala produzione. Via 47 lavoratori

Di redazione
21 Febbraio 2018
in Lavoro
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alenia 1

Si è svolto l’8 luglio presso lo stabilimento Leonardo Finmeccanica di Foggia il tanto atteso incontro tra sindacati e la direzione della divisione aerostrutture, con la presenza dell’ingegner Alessio Facondo e del dottor Antonio Liotti, responsabile delle risorse umane.
“Le notizie che giungono circa l’andamento presente e futuro dello stabilimento di Foggia – fa sapere il sindacato Fismic – non sono del tutto rassicuranti: per il prossimo anno, infatti, è previsto un calo di circa 150.000 ore di lavoro, a causa di una flessione generale della produzione, che in parte verrà colmata attraverso l’insourcing di alcune attività affidate negli anni passati a società terze e, dato l’incremento del Boeing 767, anche le attività precedentemente esternalizzate legate a questo programma torneranno nel sito foggiano”.
Conseguenza più grave della flessione delle ore lavorative è che 47 lavoratori assunti tramite agenzia interinale sono diretti verso altri siti, dove vi sono carichi di lavoro più ampi: già da luglio 22 fabbricatori saranno diretti a Cameri e, da ottobre, 25 montatori a Grottaglie, anche se l’azienda ha dichiarato che “Nessuno sarà lasciato indietro”.
Subirà una leggera flessione la produzione di stabilizzatori ATR e Boeing 787-8, ma ci sarà un incremento sostanziale dei programmi Boeing 787-9 e Bombardier. Anche la produzione di frames del 787 avrà un incremento e la linea di attrezzi sull’F35 verrà duplicata per poter aumentare i rates produttivi, poiché la fabbricazione di alcune parti, attualmente realizzata in Israele, sarà spostata a Foggia. Stesso discorso per la fabbricazione del rudder e degli elevatori Bombardier e del rudder ATR, che tornerà finalmente a casa.
Intanto a Foggia, per ora, bisognerà accontentarsi dei carichi di lavoro affidati per il 2017, senza purtroppo alcuna nuova commessa all’orizzonte. Nel frattempo l’ATR andrà in pensione nei prossimi anni e se non vi sarà alcun nuovo progetto su cui poter lavorare, l’intera filiera aeronautica meridionale è destinata a pagarne le spese.

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