l'Immediato
  • Cronaca
    • Cronaca
    • Amministrativa
  • Inchieste
  • Politica
    • Politica
    • Europa
    • Poteri
  • Salute
    • Sanità
    • Ospedali Riuniti
    • Coronavirus
  • Cultura
    • Cultura&Società
    • Eventi
    • Università di Foggia
  • Turismo
  • Sport
  • Puglia
    • Foggia
  • Contatti
No Result
View All Result
  • Cronaca
    • Cronaca
    • Amministrativa
  • Inchieste
  • Politica
    • Politica
    • Europa
    • Poteri
  • Salute
    • Sanità
    • Ospedali Riuniti
    • Coronavirus
  • Cultura
    • Cultura&Società
    • Eventi
    • Università di Foggia
  • Turismo
  • Sport
  • Puglia
    • Foggia
  • Contatti
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home » Droga, prostituzione e baracche. Ecco l'”associazione mafiosa” del Gran Ghetto

Droga, prostituzione e baracche. Ecco l'”associazione mafiosa” del Gran Ghetto

Di redazione
21 Febbraio 2018
in Cronaca
0
Share on FacebookShare on Twitter
Incendio al ghetto
Incendio al ghetto

“Nel ‘gran ghetto’ della provincia di Foggia è nata ed è cresciuta una vera e propria associazione mafiosa che, avvalendosi della forza di intimidazione che deriva dal vincolo associativo perdurante da anni tra i capi ed organizzatori del campo stesso, ha determinato una condizione di assoggettamento e di omertà che induce tutti i lavoratori agricoli stranieri che giungono nell’area a dover risiedere nel ghetto per poter sperare di ottenere un lavoro attraverso i caporali che pure fanno parte della organizzazione”.

Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, parlando del cosiddetto ‘ghetto’ in cui vivono, in condizioni igienico-sanitarie precarie, i lavoratori migranti impiegati nella raccolta di pomodori. “Chi non risiede nel ‘gran ghetto’ o in altri luoghi minori egualmente controllati – prosegue Emiliano – non può ottenere un ingaggio. L’organizzazione dunque lucra sui ‘servizi’ offerti al campo (affitto delle baracche, cibo, bevande, prostituzione, droga, e naturalmente l’intermediazione della mano d’opera) per ottenere un vantaggio economico”.

“Le aziende agricole pugliesi e soprattutto non pugliesi che alimentano il circuito nelle fabbriche del pomodoro sempre più in crisi per la concorrenza estera – rileva Emiliano – devono per forza fare riferimento ai caporali collegati al ghetto per trovare manodopera che non potrebbero ottenere altrimenti”.

Tags: FoggiaGran GhettoMichele EmilianoPugliarignano garganico
Previous Post

Muore 14enne a Foggia. Scontro mortale tra scooter e auto nella periferia della città

Next Post

Grillo e Di Battista (in scooter) sul Gargano, tappa a Vieste per il “no” alla riforma costituzionale

No Result
View All Result
  • Cronaca
    • Cronaca
    • Amministrativa
  • Inchieste
  • Politica
    • Politica
    • Europa
    • Poteri
  • Salute
    • Sanità
    • Ospedali Riuniti
    • Coronavirus
  • Cultura
    • Cultura&Società
    • Eventi
    • Università di Foggia
  • Turismo
  • Sport
  • Puglia
    • Foggia
  • Contatti

Copyright © 2023