Cassonetti strabordanti di rifiuti, circondati da ammassi di sacchetti maleodoranti invadono le periferie e le zone centrali della città. Lo documentano i molteplici scatti che rimbalzano di bacheca in bacheca, restituendo via social un puntuale reportage sull’emergenza rifiuti a Cerignola. E di ora in ora comuni cittadini allarmati aggiungono dettagli, zona per zona. È “una discarica a cielo aperto”, a detta dell’opposizione che incalza l’amministrazione Metta, che battendo il tema sensibile dell’emergenza rifiuti conquistò consensi elettorali. Già nei giorni scorsi l’opinione pubblica si interrogava con preoccupazione sulla nera nube fetosa che a tarda sera sovrastava la città, in costante allerta per i roghi tossici da rifiuti in fiamme che divampano nelle campagne come nelle periferie, sprigionando diossine. Un incontrollato fenomeno che registra episodi sempre più frequenti, seminando panico tra i cittadini già scossi dalla nota vicenda a marchio Black Land.
“Di rifiuti bruciati si può morire”, la sintesi dei commenti online che chiamavano in causa l’assessore all’ambiente Antonio Lionetti. “Informo la cittadinanza che la pattuglia dei vigili urbani ha individuato la presunta fonte dei fumi che si è diffusa purtroppo anche oggi in città –spiegava via facebook l’assessore nei giorni scorsi-. Hanno preso fuoco alcune attrezzature, da quanto mi riportano, di un opificio sito in zona Torricelli.
I vigili del fuoco stanno provvedendo a spegnere le fiamme. Ringrazio tutti i cittadini che si sono adoperati non solo per informarmi ma addirittura per individuare la fonte dell’incendio.
Il problema dei roghi incontrollati che spesso caratterizzano il territorio di Cerignola è una battaglia comune e per tentare di vincerla deve vederci tutti impegnati, sopratutto il sottoscritto chiaramente. Sono allo studio dell’Amministrazione ulteriori attività di vigilanza e controllo del territorio, dei quali naturalmente vi terrò aggiornati”.
In merito, invece, ai disagi del servizio raccolta cittadino, in serata è intervenuto il sindaco.
“Per raccogliere l’immondizia dai bidoni occorre che gli operatori della SIA dispongano dei mezzi appropriati. Questi mezzi, vecchi, antiquati, mal funzionanti –scrive Metta in un post sulla sua pagina facebook-, sono tutti in avaria, nonostante la SIA abbia speso ingenti somme, ogni anno, per assicurarne la corretta manutenzione. Che abbiamo, intervenendo prontamente, scoperto che tanto corretta non era. Cioè, i soldi che SIA versava ai manutentori, una montagna, erano soldi buoni; i lavori molto meno. Due mezzi noleggiati per fronteggiare la emergenza, appena entrati nella disponibilità di SIA , si sono rotti”. Entro la giornata di domani, assicura il primo cittadino, “la criticità dovrebbe essere risolta, salvo altre sfortunate circostanze”.

Quanto accaduto è dipeso dal fatto che la società che gestisce il servizio, a rischio fallimento, ha interrotto i rapporti commerciali con le ditte di manutenzione inadempienti, spiega ancora il sindaco, anticipando che è “del tutto improbabile che si riesca a far registrare un miglioramento a breve”.
“Il cammino sarà lungo –ha aggiunto-, le difficoltà ancora tante. Non si rimedia ad anni di dissipazione, disordine, spese pazze, privilegi impensabili, in pochi mesi. Specie se questi mesi li devi trascorrere a lottare a denti stretti per evitare che la azienda scompaia. Le maestranze di SIA meritano ogni elogio per lo spirito di abnegazione e per la disponibilità dimostrata.
L’ impegno degli amministratori e dei dirigenti posso personalmente testimoniarlo.
Speriamo che presto la cittadinanza possa beneficiare di un servizio migliore.
È il nostro obbiettivo. Anche se di non immediata realizzabilità.
Ci misuriamo con una eredità catastrofica”.
Dobbiamo entro fine anno mettere l’azienda in sicurezza.
Dobbiamo nel 2017 migliorare e perfezionare i servizi, rendendo SIA economicamente attiva, funzionalmente adeguata.


