Il personale della Polizia di Stato in servizio presso la Squadra Mobile di Bologna, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e con la collaborazione delle Squadre Mobili di Cuneo, Foggia, Taranto, Vibo Valentia, sta eseguendo 12 ordinanze di custodia cautelare emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Bologna nei confronti di altrettanti cittadini, di età tra i 34 e il 56 anni, dediti allo spaccio di droga. 10 di questi finiranno in carcere, uno ai domiciliari, per l’altro disposto invece l’obbligo di dimora.
Al termine della mattinata, 11 soggetti (uno è ancora ricercato) sono stati raggiunti ormai dall’ordinanza di custodia cautelare, eccetto uno che risulta al momento ancora ricercato dalle forze dell’ordine.
Gli arrestati, che a vario titolo rispondono di spaccio continuato di stupefacenti e spendita di banconote false, sono: Raffaele Scarpiello, 31 anni di Foggia; Flavio Scognamiglio, 45 di Foggia; Federico Pignatelli, 41enne tarantino; Roberto Giovannini, 51 di Imola; Rosario Guastalegname, 49 di Vibo Valentia; Davide Giuseppe Diforti, 44 di Torino; Stefano Emolo, 33 di Napoli; Eugenio Nocito, 32 di Napoli; Luciano Severgnini, 57 di Bergamo; Pasquale Fortunato Morgante, 46 di Reggio Calabria (agli arresti domiciliari); Lorenzo Felice, 49 di Taranto (obbligo di dimora). Secondo gli investigatori, il gruppo riforniva di cocaina e hashish una clientela di livello medio-alto, composta in gran parte da professionisti: fra gli indagati a piede libero ci sono anche un avvocato civilista che fa anche il mediatore sportivo e un assicuratore. Un altro avvocato del Foro di Bologna, un 49enne foggiano, fu arrestato nel maggio 2015 per possesso di banconote false nell’ambito di un’indagine parallela a questa. L’uomo fu bloccato, insieme a Scognamiglio, mentre rientrava a Bologna da Napoli con 24.000 euro falsi dentro una valigetta. Nell’inchiesta è emerso che lo smercio di soldi falsi era un’attività che alcuni degli indagati avevano avviato accanto a quella dello spaccio: le banconote da 50 euro fasulle sarebbe state ‘comprate’ nel Napoletano al costo di 4 euro e mezzo l’una.
I provvedimenti restrittivi sono la conseguenza di un lavoro investigativo durato circa un anno nel corso del quale la Squadra Mobile è riuscita ad individuare e disarticolare vari canali di rifornimento della cocaina e dell’hashish che, anche in buoni quantitativi, venivano immessi nel mercato bolognese per la vendita a consumatori di reddito medio-alto. In totale sono stati sequestrati 60 kg di hashsh e mezzo kg di cocaina.
Fulcro dei vari canali di rifornimento era il pregiudicato tarantino Pignatelli, da anni trapiantato nel capoluogo emiliano che aveva intessuto una serie di rapporti tutti finalizzati a procacciare lo stupefacente. Seguendo gli spostamenti e osservando i comportamenti del soggetto è stato possibile risalire ad altri canali illeciti, tutti disgiunti, ma uniti dall’unico comune denominatore: far arrivare la droga nella provincia di Bologna.
Alcuni tra i destinatari del provvedimento eseguito oggi dalla Squadra Mobile di Bologna avevano diversificato il loro campo di interesse occupandosi anche di smerciare banconote false acquistate nel napoletano. Proprio in questo settore è risultato coinvolto il legale foggiano, del Foro di Bologna, arrestato in flagranza di reato nel maggio dello scorso anno. Ad incastrarlo fu l’intercettazione di una conversazione con uno dei 12 soggetti raggiunti oggi dall’ordinanza di custodia cautelare.



