Il Tribunale di Foggia, (giudice Zeno, ndr), nel procedimento penale concernente l’illegale detenzione e il porto abusivo in luogo pubblico di una pistola lanciarazzi, calibro 9 mm, ha assolto con la formula più ampia Antonio De Nittis, 71 anni, pensionato di Mattinata.
I fatti
Nel febbraio del 2015, ignoti informarono gli agenti del Commissariato di Polizia di Manfredonia che De Nittis detenesse presso la sua residenza armi comuni da sparo, ed in particolare delle pistole. Alle prime luci dell’alba, l’uomo trovò la propria abitazione “invasa” da poliziotti intenti a svolgere una meticolosa perquisizione e praticamente a svegliare tutto il vicinato.
“Un incubo – racconta ora De Nittis -, non solo per me ma per tutti i miei familiari in quanto non abbiamo mai avuto a che fare con la giustizia”. Durante la perquisizione spuntò la pistola lanciarazzi classificata dai poliziotti specializzati come arma comune da sparo. Per questo partì l’iter procedimentale che ha portato l’indagato a subire un processo penale. “Se oggi con questa assoluzione mi sento rinato, lo devo solo a chi veramente ha lottato come un leone per ottenere questo risultato e a cui dico veramente grazie: il mio legale”.

Ovvero Pierpaolo Fischetti del Foro di Foggia che spiega: “La vicenda giudiziaria in questione è stata una lunga, eterogenea e a tratti davvero gravosa battaglia, con un rincorrersi di consulenze balistiche anche presso la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato e perizie di ufficio degne dei più eclatanti casi di morte violenta. È notorio che le indicazioni date agli inquirenti in forma anonima nascono dai dissidi familiari dell’imputato da parte di chi ha pensato di vendicarsi in modo vigliacco dei propri insuccessi in alcune contese processuali pregresse. La macchina avviata poi dagli inquirenti è stata possente e dispendiosa, tutta incentrata sulla definizione e classificazione di una pistola lanciarazzi come arma comune da sparo o in libera vendita. Prove di fuoco e la citazione della migliore dottrina ci hanno dato ragione e di questo ne sono orgoglioso anche grazie al nostro consulente “un calibro da novanta”, Nicola Donno, già responsabile del Gabinetto Interregionale della Polizia Scientifica della Puglia e della Basilicata”.

