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Home » “Licenziato per aver preteso lo stipendio”, nuovo affondo del sindacato Usb contro Protect

“Licenziato per aver preteso lo stipendio”, nuovo affondo del sindacato Usb contro Protect

Di redazione
21 Febbraio 2018
in Lavoro
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protect

“È vero che al peggio non c’è mai fine ma alla Protect hanno superato tutti i limiti e con il pretesto di una contestazione disciplinare, hanno licenziato un altro lavoratore la cui unica vera “colpa” è stata quella di rivendicare quanto dovuto dall’azienda per il lavoro svolto, mensilità da marzo 2016 ad oggi, e per il sostentamento della propria famiglia”. A scriverlo è il sindacato Usb Foggia, nuovamente in pressing sull’istituto di vigilanza Protect. “Quello della vigilanza sta diventando, sempre di più, un settore, dove improvvisati imprenditori schiacciano in modo sempre più violento i diritti e la dignità dei lavoratori – aggiungono dalla Usb -, dimenticando, tra l’altro, che operano in un settore delicato e pericoloso dove la tranquillità, soprattutto economica, dei dipendenti è essenziale per portare a buon fine quanto viene richiesto dai loro clienti. Protect ha la capacità, tra l’altro, di disconoscere accordi sottoscritti anche in sede Istituzionale come la Prefettura, facendosi passare per la vittima sacrificale di clienti morosi che, da notizie in nostro possesso, tali non sono. Ma la storia dei licenziamenti è una storia che viene da lontano e precisamente con la precedente azienda “Black Security”, quando decisero di farla pagare cara ad iscritti al sindacato USB per la loro “intemperanza” nel chiedere, sempre e comunque, il rispetto dei diritti contrattuali e Costituzionali (art.36) e, soprattutto, nel chiedere trasparenza sulla cessione di ramo d’azienda che Black Security operò a favore della Protect”.

E ancora: “Trasparenza che, ad oggi, non ci è stata ancora svelata e, per cui abbiamo dei seri dubbi sulla proprietà reale della Protect e del perché, contemporaneamente alla lenta agonia della stessa Black Security, nasceva una società immobiliare tra i cui soci vi era il titolare della Black Security. Protect, prima di licenziare dei lavoratori dovrebbe licenziare se stessa, o qualche suo dirigente, per la manifesta incapacità a gestire un’azienda che sta facendo dello spergiuro il suo stile di gestione (come non definire tale il rimangiarsi promesse, scritte, davanti alle Istituzioni?). La Usb, come ha sempre fatto – concludono dal sindacato -, tutelerà i lavoratori in tutte le sedi e si augura che le Istituzioni preposte (Questura e Prefettura) prendano seri provvedimenti per un’azienda il cui unico fine è quello di fare profitto (che potrebbe essere legittimo) se non fosse a danno dei diritti e della dignità dei lavoratori”. 

Tags: FoggiaProtectUsb
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