I carabinieri di Cerignola, all’esito di una serrata attività di indagine conseguente ad attività informativa di iniziativa, congiuntamente a personale del 6° Elinucleo Carabinieri di Bari, hanno tratto in arresto in flagranza di reato tre incensurati, si tratta di Michele Virgilio, classe ’90, Riccardo Virgilio, classe ’93, e Savino D’Alessandro, classe ’70, cerignolani, per coltivazione di sostanze stupefacenti del tipo marijuana in concorso con l’aggravante dell’ingente quantitativo.
I militari operanti, in una zona compresa tra Cerignola e Loconia (frazione di Canosa), nel corso di un’ accurata perlustrazione da terra e dall’alto, si sono imbattuti in una immensa coltivazione di marijuana occultata alla perfezione tra le campagne a ridosso del fiume Ofanto e la vegetazione spontanea del medesimo corso d’acqua.
All’esito di una immediata attività di indagine, i carabinieri hanno individuato i responsabili mentre erano intenti ad occuparsi del raccolto. Per bloccarli è stato necessario un breve inseguimento ma nonostante l’estremo tentativo di guadagnare la fuga da parte dei tre in direzioni diverse, gli uomini dell’Arma sono riusciti ad effettuare gli arresti. I tre sono stati sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni.
La piantagione scoperta, grazie al supporto degli elicotteristi, è risultata composta da quasi 1600 piante di cannabis indica di un’altezza media di 3-4 metri, per un peso complessivo di oltre 3,5 tonnellate. Le piante sono state tutte estirpate e sottoposte a sequestro.
Le analisi del Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti dei carabinieri di Foggia hanno permesso di stabilire che da quanto sottoposto a sequestro era possibile ricavare poco meno di 77 chili di principio attivo puro nonché circa 3 milioni di dosi medie singole, sulla base delle tabelle ministeriali.




