
“L’attesa ormai è snervante, il commissario ha tutto per decidere. Siamo disposti ad aspettare fino al 31 ottobre, data della fine del vincolo delle offerte”. A parlare è Stefano Iseppi, amministratore delegato SWS Gruppo L1 Sannella, uno degli operatori interessati all’acquisto delle tre strutture del Don Uva (Bisceglie, Foggia e Potenza). Il quadro, secondo il consulente, sarebbe cambiato negli ultimi mesi: “Mai avrei pensato di non saper nulla sullo stato dell’iter a settembre 2016 – spiega a l’Immediato -, eravamo consapevoli dei debiti – che verranno sterilizzati con la legge Marzano – e del mancato raggiungimento del tetto di spesa delle strutture, ma adesso il quadro potrebbe essere cambiato. I servizio stanno perdendo appeal. La percentuale di copertura dei posti segue un trend negativo, e la svolta la può dare solo un nuovo gestore capace di essere attrattivo in virtù di riconversioni, nuovi servizi e medici di livello. Queste azioni non possono certo essere attivate da un commissario…”. Iseppi cerca di interpretare anche

il sentimento dei lavoratori: “Nei loro panni non mi sentirei tranquillo – continua -, con una struttura non governata aumentano i problemi. Non c’è certezza sul futuro. Anche per questo dico che non si può più attendere. Ogni settimana lo scenario cambia (in alcuni casi in peggio) e l’esigenza di investimenti diviene improcrastinabile. L’ultima comunicazione del commissario riguardava la richiesta di documenti aggiornati, le visure delle società. Poi non abbiamo saputo più nulla. Magari nelle more è stata già inviata la relazione al ministero e non lo sappiamo…”. Diverso l’approccio della cordata Telesforo-D’Alba, interessata all’acquisto della sede di Foggia. “Attendiamo sereni la decisione del commissario – ha dichiarato Paolo Telesforo -, non importa su chi ricadrà la scelta del ministero, l’importante è che vengano tutelati tutti i posti di lavoro per evitare situazioni drammatiche per l’occupazione in territori già sofferenti”.
I sindacati: “Siamo ad una svolta”
Mentre la Cgil si appresta a manifestare sotto la sede della Regione Puglia a Bari per via del “mancato impegno che potrebbe favorire alcuni gruppi locali poco credibili”, l’Usppi annuncia la svolta dopo l’incontro con il commissario Bartolomeo Cozzoli della scorsa settimana. “È durato circa due ore l’incontro fra il commissario e la segreteria regionale del sindacato Usppi con Nicola Brescia, Nico Preziosa ed i foggiani Massimiliano Di Fonso e Massimo Nicastro – chiosano dal sindacato -. Cozzoli ha spiegato il lavoro intenso fatto subito dopo l’apertura delle offerte, con una serie di richieste di garanzia sul personale e sulla continuità assistenziale. La decisione punta alla vendita ad operatori interessati all’acquisto unitario delle tre strutture, che non prevedano tagli al personale e che rilancino le attività ospedaliere. Va ricordato che il commissario può vendere separatamente i complessi. Cozzoli – continuano – in queste ore si recherà con la proposta di acquisto presso la commissione di vigilanza del ministero dello Sviluppo economico, che valuterà l’offerta e subito dopo darà il via libera all’acquisizione del gruppo che avrà fatto l’offerta migliore e dato maggiori garanzie. Subito dopo il progetto di risanamento sarà presentato ai sindacati che dovranno dare il parere positivo sul piano industriale e sulla fattibilità occupazionale. Il passo successivo sarà la valutazione della clausola fideiussoria, prima della cessione definitiva del Don Uva”. A parere del sindacato Usppi fra i gruppi che hanno fatto l’offerta unitaria per Foggia, Potenza e Bisceglie e che sono rientrati in gioco per l’acquisto, ci sono il gruppo Sansavini (ritenuto vicino al Vaticano, ndr) e il gruppo De Benedetti vista la comprovata solidità patrimoniale e finanziaria. Siamo in trepida attesa che il commissario Cozzoli comunichi il nome dell’acquirente, e siamo certi che nei prossimi giorni, dopo tre lunghi anni di agonia si metta fine ad una odissea infinita”.
La Cgil auspica che ad acquisire l’ente sia “un gruppo solido, di respiro nazionale, capace di garantire il rilancio dell’ente”. “Il silenzio della politica sulla vicenda – conclude il segretario della Funzione pubblica, Biagio D’Alberto – favorisce altre dinamiche. Ci risulta che Sansavini e De Benedetti si siano tirati indietro qualche tempo fa, ma con un impegno della Regione si potrebbe rendere l’operazione più appetibile per chi è in grado di rideterminare le sorti di un complesso importante per la sanità pugliese”.

