Due pattuglie della Guardia di Finanza di Gorizia, nei pressi del casello autostradale Lisert a Monfalcone, hanno intercettato un autoarticolato telonato il cui conducente, alla richiesta di indicare origine, destinazione e oggetto del viaggio, ha detto di provenire da Maribor (Slovenia), di essere diretto a Bari e di trasportare rifiuti liquidi industriali sotto il nome di ‘lubriform’.
Il nervosismo dell’autista, gravato da numerosi precedenti penali, le contraddizioni tra quanto ha dichiarato di trasportare e la documentazione di viaggio, il sospetto che quanto trasportato sarebbe stato impiegato come gasolio per autotrazione nel territorio nazionale, hanno indotto i finanzieri a pedinare l’autoarticolato, che, dopo quasi due giorni di continue soste e ripartenze lungo tutta l’autostrada adriatica, è giunto fino in Puglia.
Qui il mezzo, dopo essere uscito al casello di Canosa di Puglia, non si è diretto a Bari, ma in provincia di Foggia, per la precisione nelle campagne di Cerignola, all’interno di un’impresa avente per attività economica il commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi. A questo punto le fiamme gialle isontine hanno deciso di fare ingresso nell’azienda dove, nel piazzale posteriore, è stato scoperto un vero e proprio distributore abusivo di carburante, grande circa 100 metri quadri, con tanto di cisterne, pompe, conta-litri e pistola erogatrice.
L’ingresso dei finanzieri ha colto di sorpresa i contrabbandieri e ha permesso di accertare la presenza di cinque persone che, utilizzando un carrello elevatore, hanno aiutato l’autista a scaricare dall’autoarticolato i 26 fusti di prodotto petrolifero, ciascuno da mille litri, e a travasarlo nelle cisterne rimaste “a secco”. Le operazioni di perquisizione del distributore illegale, svolte con l’ausilio di una pattuglia del Comando Provinciale di Foggia, si sono concluse con il sequestro preventivo del deposito, delle attrezzature nello stesso rinvenute, dell’autoarticolato e dei 26mila litri di prodotto petrolifero, nonché con la denuncia a piede libero dei sei contrabbandieri di gasolio per i reati di sottrazione al pagamento dell’accisa sugli oli minerali e irregolarità nella circolazione.
Contestati anche i reati di mancato possesso del certificato di prevenzione incendi e frode in commercio ai sensi dell’art. 515 del codice penale atteso che il prodotto petrolifero, a seguito di analisi chimiche, non è risultato composto al cento per cento da gasolio, ma anche da olio pesante e olio vegetale, idoneo comunque a garantire la carburazione dei motori diesel ma nel tempo destinato ad arrecare danni irreparabili e frequenti e straordinarie manutenzioni.
L’intervento di una squadra del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Bari ha consentito di provare la totale non rispondenza del deposito abusivo alle norme vigenti, le quali impongono che i serbatoi devono essere interrati sotto spazio scoperto, che il corpo erogante deve essere costituito da una colonnina omologata fissata al suolo, che il locale deve avere idonee aperture di aerazione permanente, che l’impianto elettrico deve rispondere alle norme per gli ambienti a rischio di esplosioni, che devono essere presenti sufficienti mezzi di estinzione incendi e che il distributore deve essere dotato della certificazione di prevenzione incendi.
L’attività di polizia giudiziaria svolta d’iniziativa dalla Compagnia di Gorizia, è stata successivamente convalidata dai Sostituti Procuratori della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, Antonio Laronga e Elisa Sabusco, i quali hanno richiesto la conferma del sequestro preventivo eseguito d’urgenza al Tribunale di Foggia.
L’istanza è stata accolta dal Giudice per le Indagini Preliminari, Francesca Romana Maellaro, la quale, nel disporre il provvedimento ablativo, ha ritenuto sussistente il “fumus commissi delicti”, nonchè il “periculum” che la libera disponibilità dei beni, soggetti a confisca, potesse aggravare o protrarre le conseguenze dei reati per cui si procedeva.
I 26mila litri di prodotto in sequestro, su autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati assegnati per finalità istituzionali, grazie all’art. 5 bis della legge 43/2015, al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Bari per consentire l’immediato impiego nelle quotidiane operazioni di soccorso.
La Compagnia della Guardia di Finanza di Gorizia, tra il 2014 ed il 2016, nell’ambito dell’attività di contrasto al diffuso fenomeno di importazione di prodotti petroliferi in evasione delle accise, ha complessivamente denunciato 78 soggetti, 15 dei quali tratti in arresto in flagranza di reato, sequestrato 30 autoarticolati, 952.000 litri di gasolio, nonché beni, ammontanti ad un valore di oltre 6 milioni, tra cui 15 immobili e 9 distributori clandestini di carburante privi di ogni autorizzazione ubicati tra le province di Napoli, Brescia, Foggia, Bari e Roma.
Accertati il consumo in frode di 10.452.832 litri di prodotto petrolifero e l’evasione di accise per l’importo di 6.497.076,68 euro, e assegnati a Vigili del Fuoco, Croce Rossa e Protezione Civile, complessivamente 608.970 litri di carburante in seguito alle operazioni di sequestro. L’esito delle indagini svolte dalle fiamme gialle goriziane, volte a tutelare gli operatori onesti ed i cittadini, rappresentano il risultato del costante controllo economico del territorio, coordinato dal Comando Provinciale di Gorizia, volto al monitoraggio veicolare in ingresso e in uscita dall’Italia, in una zona in cui la linea di confine determina il passaggio di merci, anche illecite, destinate ad interessare tutto il territorio nazionale.

