Violenze e razzismo in Seconda Categoria. È polemica per quanto avvenuto domenica sul Gargano. Match Carpino-Don Uva Calcio 1971 di Bisceglie. Protagonisti i cittadini del Gambia Fonde Trawaly, centravanti del Don Uva Calcio e il suo amico Salif, seduto sugli spalti ad incitare l’attaccante. Il match, terminato 2 a 2, è finito sui giornali non tanto per la doppietta del richiedente asilo ma per l’aggressione ai danni del fratello, finito nel mirino dopo l’esultanza di Trawaly sotto la tribuna. Una gioia che avrebbe indispettito i tifosi di casa.
L’episodio è stato denunciato dal Don Uva Calcio 1971. “Il pareggio biancogiallo – si legge sulla nota del club biscegliese – arriva a pochissimo dalla fine, quando il richiedente asilo nordafricano realizza di testa e va a esultare sotto la tribuna per condividere la sua felicità con l’amico Salif. Da quel momento in poi cori razzisti e bagarre sia in campo sia in gradinata, dove un gruppo della tifoseria accerchia e aggredisce Salif. Non servono altre parole per descrivere l’accaduto, eccetto rimarcare quanto purtroppo siamo indietro nel percorso d’integrazione. Talmente indietro da perdere anche quell’innato senso d’umanità che dovrebbe appartenere a ognuno”.
Ma la dirigenza del Carpino si difende: “Qui da noi vivono centinaia di extracomunitari, siamo stati definiti paese dell’integrazione – il commento del dirigente Michele Giurlo -. Le accuse di razzismo ci offendono nel profondo del cuore. Oltre a festeggiare il gol con il suo amico, Trawaly ha anche provocato il pubblico. E questo non si fa, che tu sia bianco, nero o rosso. E’ volata qualche offesa e l’amico del centravanti è sbottato dicendo: ‘Siete tutti bastardi’. Per questo un suo vicino di posto lo ha spinto. Ci siamo scusati per l’accaduto, in particolare con la signora presente fra gli accompagnatori del Don Uva Calcio. Ma non ci sentiamo razzisti né violenti. Lo scorso anno abbiamo vinto la Coppa Disciplina in Terza categoria. E di solito con le squadre avversarie abbiamo anche il terzo tempo”.

