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Home » Referendum, imprese foggiane schierate col Sì. “Ma adesso sblocchiamo risorse”

Referendum, imprese foggiane schierate col Sì. “Ma adesso sblocchiamo risorse”

Di Michele Iula
21 Febbraio 2018
in Economia
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Il mondo dell’impresa di Capitanata attende con trepidazione gli esiti del referendum del prossimo 4 dicembre. La spinta del capogruppo Pd alla Camera, Ettore Rosato, non ha trovato la piena adesione nell’incontro di oggi in Confindustria a Foggia. Anche se la gran parte degli imprenditori dà credito al tentativo di riforma firmato dal premier Matteo Renzi e dal ministro Maria Elena Boschi. “Questo è un territorio decisivo – ha affermato Rosato -, c’è molto da fare dall’agroalimentare alla riduzione del gap esistente tra Nord e Sud nell’accesso al credito. Io credo che il 5 festeggeremo e non sarà la festa del Pd, ma del Paese. Per una ragione molto semplice. Finora abbiamo avuto un governo ogni 14 mesi, voi pensereste mai di cambiare l’amministratore delegato della vostra azienda con una frequenza così alta? Serve un governo solido per programmare gli investimenti, perché l’instabilità si paga…”.

Le istanze territoriali, nonostante l’endorsement per il sì dell’ex presidente Eliseo Zanasi, si sono fatte sentire con decisione. Tra richieste e rivendicazioni, da via Valentini Vista Franco è emersa la necessità di avere tempi certi nelle risposte della politica. Nell’edilizia, per esempio, il quadro a tinte fosche lo ha dipinto dal presidente di Ance Puglia, Gerardo Biancofiore: “Su questo settore – ha spiegato nel suo intervento dinanzi agli associati – in questi anni ci avete tartassato, ci avete ammazzati. Non c’è mai stata una pianificazione. Abbiamo grosse difficoltà con il credito, questo ci limita fortemente rispetto al resto del Paese. Il colpo finale è arrivato dal nuovo codice degli appalti”. Entrando nello specifico, ha evidenziato la situazione nella sua città, Cerignola: “Negli ultimi tempi succede di tutto, di notte è territorio di nessuno, ma non abbiamo visto alcun intervento: questo disincentiva gli investitori”.

confindustria foggiaI temi della sicurezza e della legalità sono stati al centro dell’intervento del presidente di Confindustria Foggia, Gianni Rotice, il quale si è fatto portavoce del vero paradosso delle imprese che operano in un territorio complesso come la provincia di Foggia: “Il rating di legalità (la “white list” dell’Anticorruzione per contrassegnare le aziende che non hanno avuto problemi con la legge, NdR) non permette una maggiore facilità di accesso al credito, questo è uno schiaffo per chi opera tutti i giorni nel perimetro della legalità. Inoltre – precisa -, stiamo ancora aspettando che vengano sbloccati i 2 miliardi di euro fermi al Cipe. Per questo – dice ai parlamentari presenti (Bordo, Mongiello e Di Gioia)-, il 5 dicembre vi invito a venire con me per un giro nel sistema del credito, affinché siano chiare le difficoltà oggettive delle imprese”.

Sul punto, è intervenuto Lello Di Gioia, il quale ha sottolineato come “le richieste per dotare la provincia di un presidio rinforzato di forze dell’ordine è stata fatta, ma è rimasta inascoltata anche per via dell’inerzia di alcuni sindaci”. Poi, sul sistema del credito, ha chiosato che “le imprese dovrebbero cercare nuove forme di finanziamento, perché le banche sono alle prese con le ricapitalizzazioni e non riescono a dare risposte in tempi celeri”.

Ad esser fermi al palo ci sono anche gli investimenti individuati nel Patto per il Sud, a cominciare dal progetto di Lotras: “Da dieci anni attendiamo che si sblocchi tutto, ma finora non abbiamo avuto risposte concrete – spiega l’amministratore della società, Armando De Girolamo -, un’impresa non può attendere tutto questo tempo mentre tutti gli altri corrono. Eppure, il quel piano, di progetti immediatamente cantierabili ce ne sono un paio, di cui uno è il nostro”. “Siamo ad un punto in cui non possiamo permetterci di perdere questa battaglia per lo sviluppo della provincia – ha concluso Rotice -, intrapresa grazie ad un processo di lobbing positivo che ci ha permesso di fare scelte strategiche mirate e condivise. Siamo oltre la metà del percorso. Dobbiamo arrivare a risultati concreti in tempi certi. Gli investitori ed i cittadini di questa provincia ci chiedono questo e noi non tergiverseremo”.

Tags: BiancofioreConfindustriaEmilianoFoggiaPatto per la PugliaPugliareferendumRotice
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