C’è il re dei rifiuti, Rocco Bonassisa dietro il pacco per biscotti recapitato al sindaco di Cerignola, Franco Metta. 20mila euro che R.B. (così lo ha chiamato Metta nella sua lettera) ha provato a “donare” al primo cittadino a pochi giorni dal Natale. Assieme a Bonassisa uno dei suoi soci, Gerardo Biancofiore. Entrambi sono stati denunciati da Metta come ci confermano ambienti vicini al sindaco.
Dietro alla “bustarella” ci sarebbe l’intenzione, da parte di Bonassisa, di presentare un progetto di finanza legato alla realizzazione del sesto lotto di discarica per Sia, l’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti. L’imprenditore delicetano è stato il primo, assieme al socio Biancofiore, a mostrare interesse anche se non è stato ancora pubblicato alcun bando.
Il nome di Bonassisa non è certo nuovo alle cronace locali. Fu lui a realizzare una mega discarica abusiva vicino il fiume Cervaro, nell’agro di Castelluccio dei Sauri. Circa 500mila metri cubi destinati alla monnezza. Un’area vasta quanto otto campi di calcio. Gli esperti la definirono “la discarica abusiva più grande d’Europa”. Ma secondo i giudici “non si trattò di disastro ambientale” e gli imputati di “Black River” (nome dell’operazione) vennero assolti perchè il “fatto non sussiste”. Scattò invece la prescrizione per il reato di trasporto di materiale terroso per tutti gli imputati.
E non è tutto: l’imprenditore di Deliceto si trovò anche al centro dell’inchiesta “Black Hole” sulla discarica di Orta Nova. Un processo chiuso con la sentenza della Corte di Cassazione che mise la parola fine alla vicenda confermando le decisioni assunte in secondo grado. I giudici dichiararono inammissibile il ricorso della Procura generale di Bari che contestava il verdetto della Corte d’Appello nel marzo 2015. Secondo la tesi della difesa (avvocato Luigi Follieri, ndr) quello sversato dalla ditta “Agecos” dei Bonassisa era semplice terreno da scavo e non rifiuti. Tesi che trovò conferma in tutti i gradi di giudizio tranne nel primo quando Rocco venne condannato a due anni di carcere per “traffico illecito di rifiuti” mentre il fratello Maurizio a 15 mesi con pena sospesa per entrambi. In primo grado vennero invece assolte tre persone. Poi in Appello l’assoluzione giunse anche per i “Bonassisa’s”.

