
Quattro anni e due mesi di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici per Luigi Panzone, il docente di tecnica bancaria e professionale accusato di corruzione e falso ideologico, in seguito all’inchiesta sugli esami truccati all’università D’Annunzio di Chieti-Pescara, per fatti risalenti al 2012. La sentenza di primo grado, nell’ambito del procedimento con giudizio immediato, è stata emessa dal tribunale collegiale di Pescara presieduto dal giudice Maria Michela Di Fine.
Il pm Valentina D’Agostino ha depositato una memoria riepilogativa, contestando una serie di argomentazioni delle difese, a partire dalla presunta discrezionalità relativa alla valutazione dell’esame di lingua inglese, che secondo l’accusa sarebbe stato superato dal sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, grazie alle raccomandazioni di Panzone, nonostante solo 4 risposte su 70 che componevano il test risultassero esatte.
Secondo l’accusa, Panzone avrebbe accettato da Riccardi la promessa di 50mila euro, nonché il finanziamento di ulteriori somme necessarie a Panzone per riacquistare l’immobile dei familiari, o, comunque, l’impegno di Riccardi ad acquistare l’immobile anticipandone il prezzo. In cambio, Panzone si sarebbe impegnato per garantire a Riccardi il superamento degli esami universitari. Il docente, che era protestato e aveva un’impellente necessità di denaro, avrebbe dunque segnalato ad alcuni suoi colleghi il sindaco e sarebbe intervenuto per consentire anche all’imprenditore foggiano Michele D’Alba di superare gli esami.
Ancora in corso di svolgimento, con il rito ordinario, il procedimento a carico di Riccardi e D’Alba.
