Castelli, musei e siti archeologici chiusi per le feste. Trani, Gioia del Colle, Manfredonia e Canne della battaglia non saranno così visibili a Santo Stefano, nonostante le dichiarazioni dell’assessore regionale Loredana Capone sulla destagionalizzazione turistica. Il dato rilevante, dunque, è che al momento la Puglia non è pronta ad accogliere i flussi turistici invernali. Ma l’aumento delle presenze – 3,3 milioni di arrivi nel 2016 – non può essere fronteggiato adeguatamente per via della carenza di personale e del limite al lavoro nei festivi stabilito dagli accordi sindacali.
E così oggi metà del patrimonio culturale statale disseminato in Puglia resterà chiuso. La delegata al turismo in Giunta aveva dichiarato che “l’obiettivo è attrarre 12 mesi l’anno” dovrà rivedere i suoi piani. Era già successo in estate, ora la stessa scena si ripete a fine anno. Se il 25 dicembre la chiusura è estesa a tutti i siti artistici e culturali d’Italia (su decisione del ministro Dario Franceschini), il giorno dopo invece è prevista apertura.
A Santo Stefano quindi rimarranno aperti a mezza giornata i musei di Ruvo e Altamura, mentre riusciranno a rimanere aperti fino al pomeriggio i castelli di Bari, Canosa, Egnazia, Copertino e Castel del Monte. Scene simili potrebbero ripetersi anche il primo gennaio prossimo. Il ministero ha stabilito l’apertura dei siti culturali statali per quella data. Ma in Puglia bisognerà comunque fare i conti con i soliti problemi.

