
Nuove assunzioni e acquisto di software e fast box, totem che potranno gestire prenotazioni e pagamenti dei cittadini. Con una delibera l’Asl di Foggia ha concluso il percorso di esternalizzazione del Cup (centro unico prenotazioni), affidato qualche anno fa alla Gpi di Trento, anche attraverso il potenziamento del “Contact center”. Il progetto costerà alle casse pubbliche poco più di 2 milioni di euro e punterà all'”omogeneizzazione” del sistema, liberando così il personale dipendente finora impiegato – in alcuni casi impropriamente – sul territorio. L’opzione del potenziamento del servizio fu inserita già nella gara del 2010, ma le condizioni sono state precisate nell’atto sottoscritto dal direttore generale Vito Piazzolla. Il progetto, della durata di 2 anni, prevede l’assunzione di 17 unità per il Cup (costo 1,3 milioni), di 3 sistemisti (324mila euro), l’acquisto di 10 fast box (102mila euro) e l’acquisto della licenza per l’app di prenotazione mobile (16mila euro).
“La soluzione – spiegano da Viale Fortore – permetterà di liberare 38 risorse Asl su mansioni più adatte al proprio profilo professionale o alla propria qualifica”. In pratica, alcuni addetti alle casse territoriali in piccoli Comuni, in alcuni casi non proprio allineati per curriculum alla mansione svolta (per esempio gli infermieri), verranno ricollocati per rimpinguare l’organigramma degli amministrativi, in attesa del completamento delle procedure previste dal nuovo piano assunzionale. “Fino a qualche tempo fa venivano utilizzate risorse superiori – spiega Cesare Cervia, ex dirigente al controllo di gestione e risorse economico finanziarie dell’Asl -, adesso abbiamo recuperato personale per irrobustire il distretto con funzioni amministrative. Si tratta di una boccata d’ossigeno, perché il servizio verrà garantito con la metà del personale che recuperiamo dall’esterno. Così verrà rifunzionalizzato il personale già in organico a tempo indeterminato, la spesa verrà ridotta e le liste d’attesa verranno gestite meglio”. Secondo i dati forniti dall’ex dirigente, ora sostituito nella direzione dell’esecuzione del contratto con Gpi dall’ingegner Tommaso Petrosillo, il servizio ha smaltito finora circa 1500 telefonate al giorno: “Persone che non perdono più tempo in file inutili agli sportelli, situazione che spesso ha creato disagi e tensioni”.
Assunzioni e spostamenti, ma i sindacati non sanno nulla
Venti assunzioni (Gpi) e trentotto persone spostate da un posto all’altro nell’Asl. L’atto è stato pubblicato, ma i sindacati non hanno partecipato in alcun modo. Poco importa se una parte del personale potrebbe non accettare il nuovo collocamento. Per il dg Piazzolla, l’unico interesse è quello di “collocare il personale dipendente nelle posizioni che rispondono meglio al profilo professionale individuale”: “Li sposteremo dai comuni più piccoli ai distretti, perché finora si sono palesate situazioni di scarsa efficienza, con dipendenti che lavoravano poche ore al giorno per via dello scarso flusso di utenti. Adesso stiamo ottimizzando tutto, daremo la divisa giusta, il cartellino identificativo ad ognuno per recuperare risorse umane importanti per i distretti”. E sulle nuove assunzioni della società privata, precisa: “Sono dei privati, non ci interessa come e chi assumono, l’unico mio impegno è a verificare che lavorino bene…”.
Il responsabile della Gpi per il Mezzogiorno, Adriano Trupo, ammette che “il percorso di selezione è stato avviato con le agenzie di lavoro, supportate dalla nostra struttura del personale, e dovrà essere completato nelle prossime settimane”. “Il personale non sarà assunto a tempo indeterminato, perché il progetto dura tre anni – spiega a l’Immediato -, in ogni caso li terremo in prova per 3-4 mesi per valutali, prima di decidere se confermarli o meno”. Le parti sindacali attendono ancora la convocazione. “Non abbiamo alcuna informazione a riguardo – dichiara Marcello Miroballo della Uilm -, dovevamo avere un incontro a metà mese per alcuni chiarimenti sui lavoratori, siamo in attesa”.

Sulla stessa linea Ciro Di Gioia (Cgil) e Milly Campodipietro (Fim Cisl), con quest’ultima che sottolinea come “le uniche informazioni ci arrivano dai lavoratori e non da fonti ufficiali”. Lo stesso vale per i servizi (sì perché continua ad esserci una doppia contrattazione, con da una parte la cornice formale dei metalmeccanici e dall’altra quella della multiservizi: un caos che dovrà essere sanato in breve termine). Qualcuno ricorda la polemica del 2015, quando a capo dell’azienda c’era l'”inventore” del contact center, Attilio Manfrini, accusato per via delle procedure di selezione del personale a ridosso delle elezioni regionali. La questione arrivò sul nazionale e investì l’allora neo governatore Michele Emiliano. Piazzolla, in quella circostanza, dichiarò di non aver trovato “la delibera di attivazione del servizio” e che in ogni caso non sarebbe stato rinnovato alla scadenza. Avviò un’indagine interna di cui non si conoscono i risultati, prima di affermare a ilGiornale.it: “Le ditte esterne possono fare le proprie valutazioni in merito alle assunzioni. Poi ci sono problemi di opportunità. Certo, io non sono un giudice. Né devo chiedere nome e cognome di chi assumono. Valuteremo se qualcosa non è andata e stigmatizzeremo ciò che di negativo potrebbe emergere dall’indagine interna. Una cosa è certa: da me non partirà mai una raccomandazione”. Corsi e ricorsi.
