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Home » Giovane operaio in ostaggio per giorni a scopo di estorsione, alla sbarra due persone

Giovane operaio in ostaggio per giorni a scopo di estorsione, alla sbarra due persone

Di redazione
21 Febbraio 2018
in Cronaca
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legato-sedia

L’accusa è grave. Fondamentali le testimonianze che saranno ascoltate nei prossimi giorni dai giudici della Corte d’Assise di Lanciano per N.C., 41 anni, di San Salvo, e M. M., 29, San Severo. I due indagati difesi dagli avvocati Giovanni e Antonino Cerella e Giuseppe Casale del foro di Foggia sono accusati di concorso nel reato di sequestro di persona a scopo di estorsione.

Secondo la Procura, avrebbero sequestrato un operaio di San Salvo per procurarsi un ingiusto profitto. In sostanza avrebbero cercato di farsi consegnare dalla vittima 8mila euro come pagamento per la cessione, avvenuta precedentemente, di sostanza stupefacente.

L’operaio venne tenuto in ostaggio per cinque giorni durante i quali sarebbe stato malmenato e minacciato ripetutamente di morte. Altre volte i sequestratori minacciavano di morte i suoi familiari. Il fatto risale al 18 maggio 2015. L’operaio fu prelevato sotto casa, privato dei documenti e costretto a salire in auto, destinazione Puglia. Gli imputati avrebbero chiuso l’ostaggio in un capannone di Apricena, nel Foggiano, legandogli mani e piedi con fascette di plastica. Nella bocca dell’operaio sarebbe stato infilato un sacchetto di plastiche per impedirgli di chiedere aiuto. Durante i giorni del sequestro sarebbe stata minacciata anche la madre della vittima. I due sequestratori le avrebbero chiesto di versare il denaro per la liberazione del figlio sottoscrivendo una richiesta di finanziamento di 10mila euro.

Solo cinque giorni più tardi il giovane, approfittando di un momento di distrazione dei due malviventi, riuscì a scappare e a chiedere aiuto ai carabinieri del posto. I due vennero arrestati con l’accusa di rapina, sequestro di persona e tentata estorsione, e condotti nel carcere di Foggia. Il processo era stato istruito, inizialmente, dinanzi al tribunale di Chieti ma, nel corso della prima udienza, i difensori hanno eccepito l’incompetenza territoriale. L’eccezione è stata accolta dal tribunale teatino che ha quindi disposto il trasferimento del fascicolo a Lanciano.

(fonte noixvoi24.it)

Tags: ApricenacarabinieriSan SalvoSan Severo
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