
Il carrozzone della Provincia, l’ente che doveva essere oppresso ma invece si “auto-elegge” i consiglieri, ha scelto stamattina i dodici che comporranno l’aula di Palazzo Dogana. E c’è chi, come Angelo Cera, festeggia per i risultati del proprio partito, l’Udc: “La Provincia libera e che non si è fatta infinocchiare da promesse e prebende, ha premiato l’Udc e il suo lavoro di rappresentanza delle aree interne – commenta il segretario provinciale udiccino -, dimenticate dal governo provinciale e utilizzate solo come terreno di scontro tra feudatari di una politica che mira alle poltrone e deprime le aspettative di cittadini e Comuni”.
E aggiunge: “L’Udc ha saputo costruire una lista identitaria forte, credibile, composta da uomini appassionati che non si sono piegati a ricatti e manovre sottobanco. Abbiamo dimostrato che siamo radicati in tutto il territorio della Capitanata, raddoppiando la percentuale di consensi rispetto a due anni fa e sconfessando l’ignavia amministrativa del governo Miglio. Per questo voglio ringraziare tutti gli elettori delegati e i nostri candidati”.
Ringraziamenti al consigliere Giuseppe Mangiacotti, eletto a Palazzo Dogana, “ma anche grande apprezzamento è da tributare a Antonio Zuccaro, Francesco Garofalo, Michele Di Pumpo e Martina De Santo, pronti a rispondere all’appello del partito e a mobilitare territori ed elettori. Altro ringraziamento a Mario Totaro che ha avuto il coraggio di una scelta non facile, scegliendo di essere nella competizione e mettendo a disposizione del partito la sua candidatura, garantendo così un valore aggiunto in termini di umanità, abnegazione e senso del dovere verso la comunità sipontina”.
“L’elezione provinciale manda un chiaro segnale a Bari e a Roma – dice analizzando il voto -. Il Centro non può essere rappresentato da formazioni raccogliticce, raggruppate non su un’idea politica ma sulla spartizione di poltrone. L’Udc, attestandosi oltre il 15% dei consensi, ha dimostrato grande coerenza, ma soprattutto rappresenta per tutti coloro che si sentono abbandonati da una politica dell’immediato un punto di aggregazione forte, preciso, inossidabile. Chi vuole bene alla Provincia di Foggia sta con l’Udc, chi invece pensa ad incarichi e prebende si accontenta di elemosinare un posto al sole, svendendo la propria identità e mortificando le aspettative dei territori che sono chiamati a rappresentare”.
