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Home » Gomorra del Gargano, una spaccatura interna al clan Notarangelo dietro l’ultima faida

Gomorra del Gargano, una spaccatura interna al clan Notarangelo dietro l’ultima faida

Di Francesco Pesante
21 Febbraio 2018
in Inchieste
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L'omicidio di Onofrio Notarangelo
L’omicidio di Onofrio Notarangelo

L’attuale faida garganica inizia a presentare alcune analogie con l’ascesa degli “scissionisti di Secondigliano”. Anche sul Gargano, infatti, è in atto una guerra interna a un clan, in particolare a quello dei Notarangelo. E proprio come nella camorra napoletana raccontata da Saviano in “Gomorra” e, più di recente, ne “La Paranza dei Bambini”, sono i più giovani a scalare i vertici della malavita organizzata. Un elemento confermato dall’ultima relazione della Direzione investigativa antimafia che sulle “giovani leve del crimine” ha focalizzato l’attenzione. La mala garganica, pur non avendo la stessa risonanza mediatica di quella napoletana, è sempre più efferata. Secondo un recente studio pubblicato dalla nostra testata, esiste un vero e proprio codice negli omicidi di mafia consumati negli ultimi anni tra Vieste, Monte Sant’Angelo e Mattinata.

Ultima uccisione quella a scapito di Onofrio Notarangelo, fratello di Angelo “cintaridd” Notarangelo, lo storico boss ammazzato esattamente due anni fa. Secondo gli investigatori, la morte del 46enne avvenuta nella serata del 27 gennaio scorso, andrebbe ad inquadrarsi nella spaccatura interna al clan. Sarebbe bastata la stretta parentela con il boss per portare Onofrio Notarangelo alla morte o la vittima voleva prendere il posto del fratello? Nessuna ipotesi è al momento trascurabile. Le perquisizioni effettuate nell’abitazione del 46enne hanno avuto esito negativo. Eppure qualcuno lo ha freddato con quattro colpi di fucile mentre era solo alla guida di una Fiat Punto, a pochi metri dalla propria abitazione. Da escludere che il killer possa aver agito a piedi. Più probabilmente si è avvicinato all’auto di Notarangelo a bordo di un altro mezzo per fare fuoco e fuggire in pochi attimi. Nessun testimone, fanno sapere i carabinieri. Erano da poco passate le 21 ma la serata era fredda e la strada (via Verdi) piuttosto isolata nonostante si trovi in una zona piuttosto centrale. Ad allertare i militari alcune segnalazioni di spari avvertiti da cittadini. Una volta sul posto, gli uomini dell’Arma hanno trovato la vittima riversa all’interno della Punto. Qualche ora più tardi è stata rinvenuta un’auto bruciata nelle campagne di Vieste, forse il mezzo usato dai sicari.

Gli investigatori hanno effettuato perquisizioni a tappeto ed eseguito oltre 10 stub per rilevare se qualcuno dei sospettati abbia sparato nelle ultime ore. Ora si attende l’esito dei risultati. La morte di Notarangelo segue quelle di Vincenzo Vescera e Giampiero Vescera, anche loro ritenuti vicini al clan Notarangelo, o meglio a Marco Raduano, un tempo braccio destro di “cintaridd” ed erede designato del boss.

Tags: Clan Notarangelofaida garganicagarganoGomorraVieste
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