
I militari della Compagnia di Cerignola hanno scovato l’ennesima centrale di riciclaggio di autoveicoli rubati. Questa volta, però, la centrale aveva come base operativa il territorio del comune di Ascoli Satriano, e più in particolare la frazione San Carlo. Il luogo, situato in aperta campagna, e lontano dalle più controllate campagne cerignolane, lascia presumere che i malfattori stiano in qualche modo delocalizzando le loro attività in luoghi con minore presenza di forze dell’ordine. Nonostante ciò, i carabinieri del Nucleo Operativo di Cerignola e della stazione di Ascoli Satriano sono riusciti non solo a recuperare due autovetture, risultate essere oggetto di altrettanti furti perpetrati nelle giornate precedenti a Bari e a Valenzano, ma sono anche riusciti ad arrestare i tre responsabili, tra i quali i due addetti allo smontaggio e il loro “datore di lavoro”.
I militari, da tempo allertati per l’anomalo via vai di auto in zona, hanno notato due autovetture entrare in un capannone abbandonato e che i due conducenti si erano poi chiusi al suo interno. I carabinieri, a questo punto, hanno fermato un’altra auto che, percorrendo queste stradine di campagna, si stava dirigendo allo stesso capannone. Identificato e fermato il primo soggetto, Donato Di Biase, classe ’70, pluripregiudicato cerignolano, con indosso una ricetrasmittente. Avuta quindi la conferma di cosa stesse accadendo, si è deciso di intervenire all’interno del capannone. I due malfattori, vista la presenza degli uomini dell’Arma, hanno scatenato una rocambolesca fuga a piedi per le sterminate campagne ascolesi, che si protraeva per più di un’ora, fino a quando i militari sono riusciti a bloccarli e a trarli in arresto.
I due fuggiaschi, entrambi incensurati ghanesi (Edward Owusu e Augustin Kyereme di 23 e 42 anni), senza fissa dimora, sono stati accompagnati nel carcere di Foggia, mentre Di Biase sottoposto ai domiciliari. All’interno del capannone, oltre alle due autovetture già parzialmente smontate, sono state rinvenute parti di altre auto, la cui provenienza è ancora in fase di accertamento.
