Arrestato Michele Notarangelo, 20enne nipote indiretto di Onofrio e Angelo “cintaridd” Notarangelo, uccisi rispettivamente a gennaio 2017 e gennaio 2015. Il giovane è stato pizzicato ieri dai carabinieri attorno alle 13 dopo aver ignorato l’Alt dei militari scatenando un pericoloso inseguimento tra le vie del centro cittadino. Tanti i passanti partecipi all’episodio culminato con l’arresto del giovane.
Di certo Notarangelo non si è dimostrato un abile automobilista. Pur di non farsi acciuffare ha rischiato di rimetterci le penne andandosi a schiantare contro un albero. Ne è uscito comunque illeso ma con le manette ai polsi. Nell’auto i carabinieri hanno rinvenuto una sacco nero per immondizia con all’interno ben 3,5 chili di marijuana per un valore attorno ai 20mila euro. Solo pochi giorni fa, in un’altra operazione, la polizia aveva svelato il business di erba tra la costa garganica e quella albanese. Non si escludono collegamenti con quest’ultimo arresto. Le analisi di laboratorio consentiranno poi di stabilire il quantitativo di principio attivo dello stupefacente e il numero di dosi ricavabili. Il 20enne, nullafacente, finito nel carcere di Foggia, era già noto agli inquirenti per piccoli precedenti (furto e danneggiamento). Negli ultimi tempi, però, stava frequentando con una certa assiduità alcuni soggetti legati a clan locali. Forse con lui in auto anche un complice, probabilmente fuggito prima dell’arrivo dei carabinieri.
Nel weekend, sempre a Vieste, i carabinieri hanno eseguito circa 50 perquisizioni soprattutto a seguito dei recenti fatti di sangue. “In questa cittadina la presenza dello Stato c’è ed è forte – ha detto stamattina in conferenza stampa il comandante provinciale, Marco Aquilio -. Il territorio appartiene ai cittadini, non alla criminalità. Vieste sta reagendo”.



