Una tentata rapina o solo un avvertimento. Massimo Curci, sentito da l’Immediato, ha commentato l’episodio di ieri sera verso le 22 a Carapelle. Quattro uomini incappucciati, a bordo di una Lancia Delta, prima hanno affiancato il vicepresidente del Foggia Calcio puntandogli contro un fucile (forse calibro 12), poi si sono recati dinanzi all’abitazione dell’imprenditore. A quel punto uno dei malviventi è sceso dal mezzo per fare fuoco verso una saracinesca. Infine la fuga. “Meno male che sono riuscito a svincolarmi. Ho avuto sangue freddo e sono scappato via – ha detto Curci raggiunto al telefono questa mattina -. Sono tornato indietro verso il mio studio dove c’erano ancora mio fratello e alcuni amici. Pensavo volessero portami in casa e sequestrare me e la mia famiglia. Ma non li ho fatti neanche parlare scappando subito via”. Curci inizialmente è tornato indietro poi si è nuovamente recato verso la propria abitazione distante circa 150 metri dall’ufficio. A quel punto ha visto uno degli uomini incappucciati sparare contro una saracinesca dello stabile. “In casa c’erano mia moglie e il mio figlio più piccolo che cinque minuti prima doveva scendere ma per fortuna non lo ha più fatto”.
Ignoti i motivi del gesto: “Non ho idea di cosa possa esserci dietro questo episodio – ha aggiunto Curci -. Di certo viviamo in un mondo schifoso ma non farò alcun passo indietro anzi mi sento più forte di prima. Dovrebbero farlo loro il passo indietro. Potevano venire da me a volto scoperto e parlare ma forse non hanno abbastanza attributi. Spero già oggi di avere novità sulle indagini”. Sull’episodio ci stanno lavorando gli uomini del Comando carabinieri di Foggia.

