
Via alla stagione congressuale per realizzare la democrazia interna e dare concretezza a un partito “pensato come piramide rovesciata, con la base in alto e il vertice in basso”. Presentazione di liste autonome alle prossime elezioni amministrative e promozione di coalizioni ampie nei comuni chiamati al voto. Lancio di una conferenza programmatica regionale in vista di due grandi appuntamenti dedicati agli enti locali e al Sud. Proposte e strategie per l’unità del centrodestra, “per far capire ai cittadini che c’è uno schieramento in grado di dare una prospettiva al nostro Paese”.
Sono i contenuti emersi nel corso della conferenza stampa tenuta a Bari dai vertici nazionali e regionali di “Idea”, il movimento, ora divenuto partito, fondato e presieduto dal senatore Gaetano Quagliariello. I numeri, innanzi tutto: dopo aver ricordato il patto federativo siglato a Roma da “Idea” con oltre cinquanta movimenti e associazioni territoriali da tutta Italia, Domi Lanzilotta, membro della segreteria nazionale del partito, ha annunciato per l’8 aprile il congresso regionale pugliese che si terrà a Bari, preceduto dai congressi provinciali (1 e 2 aprile) nelle cinque province in cui il partito è radicato (Foggia, Bat, Bari, Taranto e Brindisi), e ha reso noto che su dieci comuni superiori ai 15mila abitanti che andranno al voto in primavera (a eccezione di quelli in provincia di Lecce), “Idea” sarà presente in otto con proprie liste. Di fronte ai circa settanta amministratori locali e sindaci aderenti al partito e presenti in sala, hanno portato il saluto dei territori pugliesi Mariella Cicirelli, Maria Antonietta Ciocia, Pierdonato Costa, Paolo Dell’Erba, Salvatore Fuggiano, Francesco Losito, Giuseppe Lovascio, Stanislao Morea e Franco Triscase.
Gaetano Quagliariello, leader nazionale di “Idea”, ha annunciato un tavolo regionale dedicato alle problematiche territoriali e due conferenze programmatiche per formulare proposte sulla riorganizzazione degli enti locali “per mettere fine alla situazione di confusione assoluta che pone problemi insostenibili ai comuni”, e sul Sud “che vede il divario con il resto del Paese aumentare sempre più senza che il governo si renda conto che sono proprio le aree più in difficoltà a esprimere il maggiore potenziale di crescita”. Quagliariello ha poi ricordato la vittoria del No al referendum “alla quale abbiamo dato un importante contributo”, per sottolineare “la responsabilità che ora attende il centrodestra. Renzi, dopo aver diviso il Paese – ha osservato il senatore – non ha capito la lezione e ha spaccato anche il suo partito. In questo quadro così lacerato, noi abbiamo di fronte al nostro popolo e di fronte al Paese la responsabilità di elaborare una risposta di governo, e questa può venire solo dall’unità del nostro schieramento che è l’unico a poter raggiungere il 40 per cento e dare una prospettiva di rinascita e di stabilità all’Italia”. Il leader di “Idea” ha quindi lanciato una campagna “per l’unità del centrodestra” ribadendo la sua proposta di “un contenitore unico, sul modello del Partito Repubblicano americano, che metta insieme le diverse anime attraverso regole comuni e un programma condiviso senza rinunciare alla ricchezza delle identità e delle specificità. Perché, se guardiamo con profondità ai contenuti – ha concluso – ciò che ci unisce è molto più di ciò che ci divide”.
