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Home » Fabbrica che brucia plastica spaventa cittadini dei Monti Dauni. Il caso Ecofuel

Fabbrica che brucia plastica spaventa cittadini dei Monti Dauni. Il caso Ecofuel

Di Michele Cirulli
21 Febbraio 2018
in Inchieste
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Si chiama depolimerizzazione ed è un processo chimico grazie al quale, attraverso la lavorazione a caldo della plastica, si ottiene gasolio e cherosene. In Italia non ci sono ancora impianti simili e quello pensato dalla Ecofuel Apulia srl nella zona industriale di Ascoli Satriano potrebbe essere un progetto pilota, che già nel 2015 ha portato i cittadini dei Monti Dauni a protestare energicamente contro la ditta di Rosario Marra.   

Bocciato a Modugno (Bari), riproposto ad Ascoli Satriano nei locali che furono della Markart (dei fratelli Di Gennaro), l’impianto di depolimerizzazione preoccupa, e non poco, gli abitanti, che in due anni hanno dapprima chiesto ed ottenuto il parere negativo del consiglio comunale, e poi hanno fatto pressing su Provincia di Foggia e Regione Puglia per mettere la parola fine ad un progetto che sembra essere un oggetto misterioso. Non ci sarebbero, infatti, dati oggettivi sull’eventuale impatto ambientale della struttura di depolimerizzazione. Gli impianti gemelli della Ecofuel si trovano in Svizzera, a Zug, e in Germania, a Manneheim. Entrambi chiusi per ragioni differenti ed entrambi programmati per bruciare 5 tonnellate di plastica, mentre sui Monti Dauni le tonnellate utilizzate per produrre gasolio e cherosene sarebbero almeno 15 mila. Dunque, un impianto tre volte superiore a quelli già costruiti: il più grande.

Nel giro di 24 mesi, però, al fianco dei cittadini di Ascoli e a dire “no” alla depolimerizzazione sono giunti il PD provinciale, il consigliere regionale Giannicola De Leonardis, il presidente della ASI Franco Mastroluca ed oggi ci ritorna anche il Movimento 5 Stelle attraverso il consigliere regionale Rosa Barone, perché la partita Ecofuel non è ancora chiusa “nonostante – spiegano i grillini-  quasi quattro mesi fa le principali via cittadine di Ascoli fossero state tappezzate con manifesti, firmati dal sindaco in carica, che inneggiavano ad una definitiva risoluzione della vicenda”. 

Su Ascoli penderebbe un ricorso promosso da Ecofuel: “Allo stato attuale non solo non è ancora stato espresso il definitivo diniego della Regione Puglia, ma un’altra partita è aperta davanti al TAR a cui si è rivolta l’azienda richiedendo l’annullamento della delibera attraverso la quale il Consiglio Comunale ha espresso all’unanimità un fermo rifiuto al progetto Ecofuel, chiedendo anche il risarcimento del danno. Sulla questione – aggiunge Barone- il Movimento 5 Stelle non si dà per vinto. Siamo pronti a scendere in campo per impedire con tutte le nostre forze l’installazione di un impianto che nulla ha a che vedere con la vocazione del nostro territorio”.  

Per tre volte il comitato regionale per la valutazione di impatto ambientale ha espresso parere sfavorevole all’insediamento di Marra, ma la ditta continua a proporre una serie di controdeduzioni puntualmente accolte dal presidente della direzione regionale, con il risultato di continuare a tenere aperta la conferenza dei servizi e, di conseguenza, le speranze di Ecofuel. 

Il sindaco Vincenzo Sarcone, che anche sulla battaglia alla depolimerizzazione ha ottenuto largo consenso riuscendo poi a battere il suo predecessore Nino Danaro, si pone a difesa del suo territorio denunciando le presunte irritualità che si starebbero verificando in Regione: “Nel corso della Conferenza del 14 febbraio 2017, la Ecofuel ebbe a dire di aver inviato alla Direttrice del dipartimento Ambiente una nota di sollecito ad effettuare controlli sul procedimento e sull’operato del Comitato VIA. Tale nota a mio avviso- commenta il sindaco di Ascoli Satriano- potrebbe avere lo scopo di far modificare il responso del Comitato VIA, fortemente sfavorevole all’Impresa. Contiene inoltre una evidente richiesta di “commissariamento” della struttura, circostanza gravissima e assolutamente inedita, ma evidentemente finalizzata anche ad un controllo politico (tramite la Direttrice) sull’operato degli Uffici. Poiché, nel corso della predetta conferenza inutilmente ho chiesto copia della predetta nota, la medesima istanza è stata avanzata formalmente alla Regione, in quanto, in modo scorretto e irrituale, la Ditta, pur citandola nella conferenza di servizi, si è rifiutata di produrne copia”.

Tags: Ascoli SatrianoEcofuelgiannicola de leonardisMonti DauniRosa Barone
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