Ha 22 anni ed è di Foggia: i carabinieri hanno dato un volto a uno degli autori del furto sacrilego della corona di Santa Benedetta, incastrato dalle gocce di sangue perse in chiesa quella notte, l’11 marzo 2016, quando si ferì scassinando la serratura.
L’uomo è stato denunciato dai carabinieri di Campobasso esattamente un anno dopo il colpo messo a segno nella chiesa di Santa Reparata. Si chiude così, con una indagine scientifica affidata ai Ris, il cerchio su una storia che sconvolse la comunità di Monacilioni (provincia di Campobasso), molto devota alla martire romana. Tanto da aver creato un comitato e una pagina Facebook dedicati alla patrona. Di particolare impatto il fatto che i malviventi decapitarono la statua per portare via una collana.
Era l’11 marzo quando ignoti, dopo aver forzato una porta d’ingresso laterale della parrocchia, profanarono e saccheggiarono la teca dove era riposta la reliquia portando via una corona in argento placcata in oro. Uno dei ladri, però, lasciò una traccia: per scassinare una serratura, infatti, rimase ferito e perse sangue.
Gocce preziose per i carabinieri del Norm – Aliquota Operativa della Compagnia di Campobasso che iniziarono immediatamente le indagini. In questi mesi, i militari hanno raccolto le testimonianze di alcuni cittadini di Monacilioni, controllato le telecamere e monitorato alcune persone sospette. Ma la svolta è arrivata durante uno dei sopralluoghi in chiesa, quando i militari hanno trovato il sangue vicino a una delle porte.
Quella traccia ematica è stata inviata al laboratorio del Ris di Roma e sottoposta ad un particolare processo di estrapolazione del dna. Il dna, una volta individuato, è stato confrontato con altri profili genetici “schedati” nella banca dati nazionale. Il test ha dato risultati: l’archivio nazionale aveva memorizzato un profilo genetico esattamente identico a quello ricavato dal sangue trovato in chiesa, appartenente a un ragazzo di 22 anni di Foggia, già conosciuto alle forze dell’ordine per precedenti di furto. Durante una perquisizione in casa del giovane la corona di Santa Benedetta non è stata trovata, mentre il ragazzo non ha voluto rispondere al giudice e giustificare la sua presenza a Monacilioni proprio la notte del furto nella chiesa di Santa Reparata, tanto che le indagini da parte dei carabinieri vanno avanti sia per risalire a eventuali complici del 22enne foggiano che per rintracciare la corona di Santa Benedetta che, al di là del suo valore materiale, rappresenta un elevato valore affettivo e devoto per tanti cittadini. Il giovane foggiano è stato raggiunto dall’avviso di conclusione delle indagini da parte della Procura della Repubblica di Campobasso. La notizia arriva alla vigilia della fiaccolata organizzata per domani, 11 marzo, dai fedeli ‘per non dimenticare’. Sperano che la corona venga ritrovata dai carabinieri e possa tornare nel luogo sacro da cui è stata sottratta un anno fa.
L’uomo è stato denunciato dai carabinieri di Campobasso esattamente un anno dopo il colpo messo a segno nella chiesa di Santa Reparata. Si chiude così, con una indagine scientifica affidata ai Ris, il cerchio su una storia che sconvolse la comunità di Monacilioni (provincia di Campobasso), molto devota alla martire romana. Tanto da aver creato un comitato e una pagina Facebook dedicati alla patrona. Di particolare impatto il fatto che i malviventi decapitarono la statua per portare via una collana.
Era l’11 marzo quando ignoti, dopo aver forzato una porta d’ingresso laterale della parrocchia, profanarono e saccheggiarono la teca dove era riposta la reliquia portando via una corona in argento placcata in oro. Uno dei ladri, però, lasciò una traccia: per scassinare una serratura, infatti, rimase ferito e perse sangue.
Gocce preziose per i carabinieri del Norm – Aliquota Operativa della Compagnia di Campobasso che iniziarono immediatamente le indagini. In questi mesi, i militari hanno raccolto le testimonianze di alcuni cittadini di Monacilioni, controllato le telecamere e monitorato alcune persone sospette. Ma la svolta è arrivata durante uno dei sopralluoghi in chiesa, quando i militari hanno trovato il sangue vicino a una delle porte.
Quella traccia ematica è stata inviata al laboratorio del Ris di Roma e sottoposta ad un particolare processo di estrapolazione del dna. Il dna, una volta individuato, è stato confrontato con altri profili genetici “schedati” nella banca dati nazionale. Il test ha dato risultati: l’archivio nazionale aveva memorizzato un profilo genetico esattamente identico a quello ricavato dal sangue trovato in chiesa, appartenente a un ragazzo di 22 anni di Foggia, già conosciuto alle forze dell’ordine per precedenti di furto. Durante una perquisizione in casa del giovane la corona di Santa Benedetta non è stata trovata, mentre il ragazzo non ha voluto rispondere al giudice e giustificare la sua presenza a Monacilioni proprio la notte del furto nella chiesa di Santa Reparata, tanto che le indagini da parte dei carabinieri vanno avanti sia per risalire a eventuali complici del 22enne foggiano che per rintracciare la corona di Santa Benedetta che, al di là del suo valore materiale, rappresenta un elevato valore affettivo e devoto per tanti cittadini. Il giovane foggiano è stato raggiunto dall’avviso di conclusione delle indagini da parte della Procura della Repubblica di Campobasso. La notizia arriva alla vigilia della fiaccolata organizzata per domani, 11 marzo, dai fedeli ‘per non dimenticare’. Sperano che la corona venga ritrovata dai carabinieri e possa tornare nel luogo sacro da cui è stata sottratta un anno fa.

