Alcuni profughi siriani gravemente malati e bisognosi di cure saranno assistiti nei prossimi giorni nell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza. La notizia, lanciata da Radio Vaticana, scaturisce da un progetto umanitario a cui hanno contribuito Conferenza Episcopale Italiana, Governo Italiano e Nunziatura Apostolica di Amman, con il supporto di organismi internazionali umanitari. Si tratta della prima operazione di reinsediamento voluta e finanziata dalla CEI grazie ai fondi dell’8×1000.
I pazienti, assieme alle loro famiglie, sono arrivati il 7 marzo all’aeroporto Fiumicino di Roma, da qui sono ripartiti per Bari, dove ad attenderli c’era un autobus messo a disposizione dalla Caritas Diocesana di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo che li ha trasportati a San Giovanni Rotondo. Il primo di questi è già stato preso in carico dall’Unità di Nefrologia dell’Ospedale per un trattamento emodialitico con accesso trisettimanale. Nelle prossime settimane, dopo i check-up a cui verranno sottoposti, si valuteranno caso per caso altri interventi.
Le famiglie saranno ospitate nella Casa Papa Francesco dei Frati Minori Cappuccini, realizzata per offrire ospitalità a persone in condizioni di particolare vulnerabilità, vittime di violenze, guerre e persecuzioni. Per le prestazioni sanitarie saranno coinvolti anche i Centri di Riabilitazione Padre Pio Onlus.
Così Oliviero Forti, responsabile immigrazione di Caritas Italiana, raggiunto telefonicamente in Giordania da Radio Vaticana: “Il nostro impegno col governo italiano al momento aiuterà queste prime sette famiglie che hanno al loro interno 41 persone, tra cui molti bambini, che troveranno ospitalità nell’ambito del progetto di Caritas italiana ‘Protetto. Rifugiato a casa mia'”. Finora, nell’accoglienza e nell’integrazione, sono state coinvolte già 70 diocesi con esiti molto positivi.

