
Prosegue la discussione dinanzi al giudice del Tribunale di Trani, Angela Schiralli, in merito al procedimento a carico di 18 persone per il crac Don Uva. I pm Francesco Gianella e Silvia Curione hanno insistito sulla richiesta di rinvio a giudizio per tutti gli imputati. A chiedere il rito abbreviato, invece, il legale rappresentante della Ambrosia Technologies srl (società che gestiva la mensa) Luciano Di Vincenzo, il sindacalista Michele Perrone e l’avvocato tributarista Antonio Damascelli, tirato in ballo per alcuni pagamenti effettuati, secondo l’accusa, “in danno ai creditori”.
In calendario sono state fissate le date delle tre udienze (7, 14 e 21 aprile) durante le quali verranno discusse le posizioni dei difensori prima della decisione sul rinvio a giudizio. Il collegio difensivo, durante la prima udienza, aveva richiesto più tempo per analizzare nel dettaglio il contenuto delle memorie, per via della complessità delle posizioni degli attori coinvolti. Nella stessa occasione, l’ente, attraverso il commissario straordinario Bartolomeo Cozzoli, si è costituto parte civile. L’incarico è stato affidato al legale Stefano Dardes, il quale ha depositato una memoria tecnico-contabile sulle cause del dissesto della Casa Divina Provvidenza gravata da un debito di circa 500 milioni di euro.
Tra gli imputati figura il senatore Antonio Azzollini, per il quale fu richiesto l’arresto rigettato da Palazzo Madama e annullato tra l’altro dal Tribunale del riesame di Bari e per il quale è caduta l’accusa di associazione a delinquere.
