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Home » Racket al Proshop, Francavilla respinge accuse. La vicenda dei 6 assegni

Racket al Proshop, Francavilla respinge accuse. La vicenda dei 6 assegni

Di Francesco Pesante
21 Febbraio 2018
in Cronaca
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Si sono dichiarati innocenti spiegando al giudice il proprio rapporto con la famiglia Grieco, titolare del colosso dei detersivi “Proshop”. Oggi, davanti al gip Corvino del tribunale di Foggia, è comparsa Leonarda Francavilla detta Dina. La donna è stata arrestata assieme al genero Antonio Salvatore, pochi giorni fa per le presunte minacce e le estorsioni ai cerignolani Grieco. I due indagati si sono professati innocenti e la Francavilla ha anche spiegato le ragioni di quegli assegni versati nelle casse di Proshop. 6 assegni da 5mila euro cadauno per ottenere in cambio una fornitura di detersivi utile alla sua attività commerciale. Dina Francavilla, difesa dall’avvocato sanseverese Ettore Censano, ha fatto sapere di aver pagato parte di quella fornitura, dando l’ok per i primi due assegni tra marzo e giugno 2016. 

Ma dopo aver chiuso la sua società (la Junior Shop srl) ricevette una nota di credito di 28.351 euro dalla “New Grieco srl” a fronte di un reso merce. Tutto ciò per mettere in risalto quello che, a parere degli indagati, sarebbe stato un semplice rapporto commerciale non scaturito dalle pallottole contro l’auto di Grieco o dalla bomba al negozio di via Zodiaco a Foggia. Episodi dai quali Francavilla e Salvatore hanno preso le distanze respingendo ogni accusa. Ma secondo gli investigatori quell’accordo commerciale venne chiuso in condizioni economiche inaccettabili e fuori mercato. Il legale, intanto, presenterà a breve istanza di detenzione domiciliare, successivamente farà ricorso al tribunale della libertà per ottenere la scarcerazione. Secondo la difesa gli indizi di colpevolezza sarebbero insufficienti.

Tags: FoggiaLeonarda FrancavillaProshop
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