Dalla coltivazione nei campi alle nostre tavole, il grano è da sempre l’elemento base della nostra alimentazione. Tra i produttori di grano duro più importanti d’Italia e d’Europa spicca il territorio di Capitanata. Ecco la scelta di mettere al centro della 4^ edizione di “Libando, viaggiare mangiando”, il tema “Grani di Puglia”. A dar il via al festival del cibo di strada una mostra inaugurale: “Dal grano alla pasta”, un vero e proprio viaggio all’interno della Sala Diomede del Museo Civico di Foggia, dove la materia prima, il grano appunto, è rappresentato in tutte le sue fasi: dalla coltivazione alla raccolta, dall’immagazzinamento alle fabbriche.
L’evento, che ha segnato il taglio del nastro di Libando, è stato organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Foggia, in collaborazione con l’associazione Di terra di mare, l’impresa creativa Red Hot e Streetfood Italia.
Il vernissage della mostra multimediale è stata curata da Gianfranco Piemontese. “L’idea parte da una constatazione – spiega a l‘Immediato il docente di storia dell’arte -. Foggia e il Tavoliere delle Puglie erano il granaio d’Italia. Ho deciso di documentare questa storia attraverso tre filoni, partendo dalla storia della città di Foggia e quindi ‘le fosse granarie’, per passare poi all’istituto cerealicolo, che da più di mezzo secolo testimonia l’attenzione che si ha avuto nei confronti della cultura del grano. Infine la prima moto-mietitura di Stato intorno al 1916, periodo della prima Guerra Mondiale. C’è infatti una documentazione di soldati – ha aggiunto Piemontese – che raccoglievano il grano, non a mano però, ma con mezzi meccanici. I tre filoni di ricerca sono stati poi implementati con delle opere di arte contemporanea, a partire dalla valigia del mietitore o la colonna dauna”.
Un percorso che vede protagonisti gli uomini e le donne che hanno lavorato e lavorano nei campi con gli attrezzi e gli strumenti della raccolta e della lavorazione del grano. “La mostra, che vede oggi la partecipazione anche di studenti Erasmus, vuole far conoscere e trasmettere il valore del grano attraverso le attività delle aziende leader della produzione granaria del territorio” – ha spiegato Ester Fracasso, presidente dell’associazione Di terra e di mare.
“Un percorso che si rinnova fin dalla origine dell’uomo. Il sostentamento umano attraverso la coltura dei cereali e la loro trasformazione negli alimenti basilari del pane prima, e della pasta dopo, hanno accompagnato lo sviluppo delle civiltà del Mediterraneo”, si legge all’ingresso della mostra. “La Capitanata fin dall’antichità era stata terra di coltivazioni estensive, a parte la parentesi di circa quattro secoli di imposizione della Regia dogana della mena delle pecore, quindi con una quasi totale preclusione alle colture cerealicole per permettere il pascolo alle greggi transumanti d’Abruzzo. Con l’abolizione della Dogana e l’affrancatura dei pascoli a partire dagli inizi del XIX secolo questo territorio ha visto incrementare la coltura cerealicola con una vasta applicazione di colture di qualità di grani da panificazione e da pasta”. La mostra sarà visitabile fino al 25 aprile.
Sempre nel pomeriggio di ieri, si è svolto il convegno “Dal grano alla pasta”, moderato dal giornalista Sergio De Nicola e con la partecipazione di esperti del settore come Marina Mastromauro, legale rappresentante Granoro, Nicola De Vita, legale rappresentante Molino De Vita, Pasquale De Vita, ricercatore del CREA-CER Centro Ricerca Cerealicoltura Foggia, Angelo Petruzzella, vicepresidente Nazionale Lega Coop Agroalimentare e Fernando Di Chio, agronomo. Intanto le piazze del centro storico si preparano ad ospitare gli stand, l’inaugurazione del villaggio enogastronomico è fissata alle ore 18 di questo pomeriggio.

