Un cammino nella storia alla scoperta di paesaggi e percorsi unici al mondo, nel cuore dell’Europa, dalle campagne inglesi ai vigneti francesi, dalle Alpi svizzere alle colline toscane, lungo l’Appia Antica fino alle coste pugliesi. Questa è l’affascinante riscoperta dei viandanti moderni, conosciuta meglio come “Via Francigena”.
Nella città di Foggia si sono costituiti dei tavoli tecnici ed organizzativi che si occupano dello sviluppo e della valorizzazione di un itinerario che ripercorre la storia del nostro continente, con un occhio di riguardo alla Capitanata. Un percorso che si implementa con sistemi turistici e culturali adeguati al patrimonio paesaggistico, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista occupazionale. Il tavolo provinciale “Via Francigena del Sud” si è riunito questa mattina, a Palazzo Dogana a Foggia, alla presenza dei giovani del Master “Accompagna”, giunti al termine del loro percorso di studio sul progetto di sviluppo dell’antica Via in provincia di Foggia. Riunione che, però, ha visto riunito al tavolo, insieme al Responsabile della Segreteria di ACF (Associazione Comuni Foggia), Renato Di Gregorio, solo l’assessore alla Cultura del Comune di Lucera, Carolina Favilla.
“Il master giunto alla seconda edizione prepara alla figura dell’animatore culturale – spiega Di Gregorio -. Ci siamo resi conto che ormai tutte le regioni stanno investendo su un turismo diverso, che non è il cosiddetto ‘mordi e fuggi’, ma che chiameremo esperienziale e colto. Ormai il turismo di massa non interessa più, ma interessa ciò che consente al turista di godere della bellezza di un territorio. I Comuni devono ovviamente associarsi tra loro con accordi di collaborazione. Lucera è uno dei primi comuni che si è associato a noi – aggiunge il responsabile ACF -. Per la prima volta infatti oltre ai Consorzi, Unione dei Comuni, GAL e Parchi, i Comuni aderenti hanno scelto la convenzione come modalità per lavorare insieme”.
Lo scorso febbraio con il presidente della Provincia, Francesco Miglio si sono riunite le diverse organizzazioni del territorio foggiano protagoniste della realizzazione del “sistema Vie Francigene”. Un altro dei Comuni leader del movimento è San Giovanni Rotondo con il sindaco Costanzo Cascavilla, che è intervenuto a Monteriggioni, dove l’AEVF (Associazione Europea delle Vie Francigene) ha tenuto l’annuale raduno dei Comuni Francigeni a rappresentare la volontà degli amministratori dei Comuni foggiani di lavorare all’unisono per l’accreditamento della Via Francigena del Sud.
“I giovani con il supporto della Metologia della Formazione-Intervento hanno condotto un vero e proprio progetto sul territorio, che hanno presentato successivamente agli amministratori nell’edizione 2014-2015. Ne è derivato poi, che la Provincia ed in particolare il consigliere Gaetano Cusenza ha dato via all’apertura di tavoli tecnici e organizzativi. I giovani, tra i più motivati provenienti da Puglia e Lazio, hanno condotto l’analisi della difficoltà di integrazione e al tempo stesso un piano di miglioramento. Il master plan è stato presentato un mese fa alla Regione Puglia, nella cittadina di San Giovanni Rotondo. Una delle scoperte che sono state fatte – ha aggiunto – sono i fondi residui di un progetto riguardante le eccellenze dei Monti Dauni, pari a 1 milione e 200 mila euro. L’associazione ora vuole mettere insieme tutti questi pezzi disponibili ed investirli sulle condizioni essenziali, in collaborazione con Campania e Molise, zone limitrofe che si collegano al versante tirrenico tra Latina e Frosinone”.
Sempre oggi, il professore Renato Di Gregorio ha dato il via al corso su “Organizzazione del Territorio e attori locali”, presso il Dipartimento di Economia dell’Università di Foggia.


