Si è presentato questa mattina a Roma, Antonio Niro, pentito della mafia foggiana. L’uomo, minacciando di incatenarsi davanti alla Direzione Centrale della Polizia Criminale presso il Ministero dell’Interno, è stato accolto da un funzionario del Servizio di Protezione e dal referente dei collaboratori di giustizia per la Puglia. Niro ha raccontato tutta la sua storia, pubblicata in passato dalla nostra testata. A causa di un errore burocratico, i clan foggiani avrebbero scoperto la sua nuova identità e l’attuale residenza nel Nord Italia. Difatti, l’uomo è già stato vittima di minacce e pedinamenti che starebbero mettendo a repentaglio lui e la sua famiglia. La squadra mobile del posto ha anche prodotto un’informativa dalla quale emerge il reale pericolo di vita per Niro, la moglie e i due bambini. Contattato da l’Immediato, il collaboratore di giustizia ha detto: “I funzionari sono rammaricati per quello che mi sta succedendo ma non possono fare nulla se la Magistratura non riapre il caso. La nota della polizia è già stata inviata alla procura di Bari ma non è giunta alcuna risposta. Sarò costretto a recarmi di persona alla DDA. Non cerco soldi – ha aggiunto Niro -. Ho un lavoro e una famiglia. Ero sereno prima che le mie generalità venissero divulgate. Chiedo solo che mi vengano nuovamente cambiate”. Nel frattempo la procura barese avrebbe già demandato il caso ai colleghi del Nord, nella città dove oggi risiede Niro. Ancora nessuna risposta.

