“Hanno escluso categoricamente di aver mai alzato le mani verso gli alunni”. Questa la posizione delle maestre di Biccari arrestate per le presunte violenze ai danni di 6 studenti. Ma il gip del tribunale di Foggia ha rigettato le istanze difensive confermando i domiciliari per le quattro donne coinvolte. Lucia Saldarelli, 54 anni, Ernesta Salandra, 58 anni, Maria Concetta Stampone, 59 anni e l’insegnante di sostegno, Marianna Bimbo, 41 anni. Loro respingono le accuse ma la prova regina, costituita dai video e dalle intercettazioni dei carabinieri, resta valida, per nulla scalfita dagli interrogatori di garanzia. Nelle immagini, che la procura ha preferito non diffondere in quanto apparirebbero “scene raccapriccianti”, si vedrebbero le maestre dare schiaffi agli alunni ma anche mortificazioni e umiliazioni. “Gesti inequivocabilmente violenti”, secondo il giudice.
“Lo schiaffo – spiega ancora il gip – non è per definizione un mezzo di correzione-educazione perché contraddice il fine educativo. Un gesto che esce dal perimetro del mero abuso dei mezzi di correzione ed entra in quello delle percosse o dei maltrattamenti”. Inoltre non si tratterebbe di ceffoni “occasionali” ma di decine di schiaffi in un arco di tempo di circa tre mesi (da dicembre 2016 al marzo 2017, ndr)”. Insomma, “maltrattamenti abituali”, secondo il gip che ha rigettato le istanze di tre delle quattro maestre. Solo la Saldarelli si è avvalsa della facoltà di non rispondere: i suoi legali, infatti, hanno presentato ricorso al tribunale della libertà di Bari per chiedere l’annullamento del provvedimento cautelare. La difesa delle maestre, intanto, spinge sulle testimonianze di un’intera comunità che la mattina del 1 maggio si è riunita per mostrare solidarietà verso le quattro donne.
Le testimonianze
In un video di oltre un’ora, tante sono state le testimonianze raccolte a favore delle quattro maestre dell’istituto “Paolo Roseti” di Biccari. Il signor De Girolamo ha detto: Un lager? Ma quando mai. Conosco la dolcezza di quelle maestre. Ed è triste pensarle agli arresti domiciliari”. Poi l’invito ai genitori: “Non aggrediamo le insegnanti se nostro figlio torna a casa con una insufficienza”.
Un’insegnante: “La mia scuola è stata denigrata. Hanno detto che è un lager ma prima o poi la verità verrà a galla. Come italiana mi sento profondamente delusa”. Una mamma ha spiegato: “Mio figlio ha perso tutte e tre le maestre. La cosa più bella che poteva avere dalla scuola. Persone adorabili grazie alle quali aveva trovato serenità”. Un’altra signora: “Mia nipote è arrivata qui con alcune lacune ma adesso era felice. Dalla notte al giorno come si fa a parlare male di queste maestre?”.
Una giovane donna che si è presentata come portavoce di un’intera classe, stenta a trattenere le lacrime: “Dal giorno degli arresti i bambini urlano l’ingiustizia. Stiamo cercando di smuovere il mondo perché mettere silenzio a dei bambini è la cosa più atroce. Si parla di difendere i bambini ma in questo momento non sono difesi. Hanno rovinato i giorni più belli di tutto l’anno. Il momento delle uscite e delle gite. Tutto questo negato ai nostri figli. Finalmente, dopo 12 giorni di inferno, ci hanno dato almeno delle supplenze che hanno preso a cuore la situazione dei bambini ma, nonostante questo, agli alunni mancano le loro maestre”. Poi un attacco al dirigente scolastico: “Non è nemmeno qui oggi a tutelarci”.
Raffaele Manna di Lucera, insegnante di scuola media, ha raccontato: “Ho sempre pensato a loro come a maestre esemplari. Ma stando a quello che ho letto sulla stampa mi trovo davanti a delle sconosciute. Queste maestre mi hanno coinvolto in numerosi progetti lodevoli e me le ritrovo accusate esattamente del contrario. Non può essere”. Alcune colleghe delle insegnanti arrestate sono giunte da Foggia per dare la propria solidarietà: “Per lunghi periodi abbiamo lavorato insieme. Mai sentito parole o gesti fuori posto. Perciò tutto questo non è possibile”.
Un’altra mamma: “Viviamo situazione terribile. Le nostre maestre negli anni si sono fatte carico di numerosi problemi, accogliendo in classe quasi 30 ragazzi tra extracomunitari e ripetenti. Non è giusto che per la voce di tre-quattro persone che forse non hanno avuto quello che volevano, le maestre subiscano tutto questo. Il denunciante (papà di un alunno, ndr) è solo un burattino manovrato. Questa persona non ha capito cosa ha fatto e forse solo adesso se ne sta rendendo conto. Propongo una raccolta firme per salvaguardare le insegnanti”. La madre di un ex alunno di Salandra e Stampone: “Nelle loro attività hanno coinvolto anche i genitori e siamo diventate tutte amiche tra di noi. Hanno sempre portato amore e rispetto”.
La chiusura al sindaco di Biccari, Gianfilippo Mignogna: “Orgoglioso di voi – ha detto verso la platea – perché non avete usato parole ostili, nemmeno verso chi ha denunciato senza sapere ciò che stava facendo. È un momento difficile ma se ci stringiamo ne usciremo rafforzati. Io ci sono. Forza Biccari”.

