Che cos’è la normalità? E chi la stabilisce? Ci pensano prima di rispondere gli studenti dell’Istituto “Einaudi-Grieco” di Foggia che, questa mattina, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omofobia, la Bifobia e la Transfobia hanno partecipato all’incontro “Ricordati di disobbedire”, organizzato dall’associazione Arcigay “Le bigotte” di Foggia. “Molti ragazzi come voi si sentono tormentati, rinunciano a vivere, non vanno a scuola – spiega Francesca Parisi, transessuale e partecipante dell’associazione foggiana -. Spesso la vita di queste persone diventa un dramma, con i loro compagni e con i loro familiari, non si viene accettati. L’unica alternativa è il volo da una finestra”.
La ricorrenza mondiale è dedicata a tutte le discriminazioni di genere, che ogni giorno causano violenze, fisiche e verbali, discriminazioni sul posto di lavoro o nella vita sociale a persone omosessuali. La scuola è uno dei primi luoghi in cui l’espressione della propria personalità si confronta con i modelli prevalenti nella società. Un confronto spesso conflittuale e doloroso in quanto la pressione dei compagni, assume a volte le forme della diffidenza, dell’incomprensione fino all’emarginazione e la violenza.
“Nelle scuole si parla molto di bullismo omofobico, che ha delle particolarità molto più grandi del bullismo in sé – ha detto la psicologa Tiziana Carella e consigliere di AGEDO (Associazione Genitori, Parenti, Amici di Persone Omosessuali) -. I ragazzi coinvolti vengono bullizzati a causa del loro orientamento sessuale. Da sei/sette anni per prevenire disagi più grandi organizziamo questi percorsi di sensibilizzazione nelle scuole”.
L’AGEDO ha lanciato un’iniziativa curata da alcuni preparatori pronti ad ascoltare le domande di genitori e ragazzi all’inizio di un percorso di cambiamento. A portare la propria testimonianza all’interno dell’istituto superiore anche l’associazione “Arcobaleno” di genitori omosessuali e di Ivana, mamma di un giovane 20enne. “Ci sono figli avuti da precedenti relazioni eterosessuali – racconta – e nonostante ci sia molta resistenza soprattutto per la visibilità stiamo cercando di venire fuori con i nostri compagni, superando le doppie difficoltà che i nostri figli si trovano a vivere: giudizi omofobi e la separazione dei loro genitori”.


