Poche parole, tanta commozione, una ferita ancora troppo aperta e un dolore che difficilmente potrà essere colmato. La morte di Luigia Campanaro, investita da un pirata dalla strada in via Gramsci, a Foggia, lo scorso novembre, rappresenta una delle pagine più brutte della città capoluogo. Ieri, 17 maggio, Luigia avrebbe compiuto 26 anni, per questo la sua famiglia e l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus hanno deciso di organizzare una fiaccolata con partenza dall’area pedonale di via Vincenzo Lanza. Un silenzio composto ha sfilato lungo le vie del centro fino a piazza Cattedrale, dove il vescovo di Foggia, Vincenzo Pelvi ha voluto salutare i familiari e lasciare loro un messaggio.
In questi mesi la famiglia ha voluto chiudersi nel silenzio, non essendoci parole adeguate per commentare la tragedia che li ha colpiti. “Ai giovani dico di stare attenti, l’automobile è un’arma, ci si può far male e può far male anche agli altri – dice a l‘Immediato Agostino Braccio, fidanzato di Luigia, ferito anche lui nel sinistro, mentre si accingeva a raggiungere l’auto parcheggiata alcuni metri più avanti -. Chiediamo solo che la legge venga applicata, è l’unica cosa che possiamo fare”. Dei palloncini bianchi volano su in cielo, sono dei cuoricini, quelli che la mamma, la nonna, il papà, il fidanzato e tutti i suoi cari, vogliono mandare direttamente a lei, a Luigia.

